Gli aggettivi

Gli aggettivi sono parole che descrivono o specificano le caratteristiche di un nome (persona, animale, cosa o luogo). Essi si “agganciano” a un nome e concordano con esso nel genere (maschile o femminile) e nel numero (singolare o plurale). In italiano, esistono diverse categorie di aggettivi, ognuna con caratteristiche e usi specifici.

Aggettivi Qualificativi

Gli aggettivi qualificativi esprimono una qualità o una caratteristica del nome a cui si riferiscono.

  • Esempio: “Il libro interessante” (The interesting book)
  • Altri esempi: “La casa grande“, “Il gatto nero“, “L’amico simpatico

Aggettivi Determinativi

Gli aggettivi determinativi, a differenza dei qualificativi, non descrivono una qualità del nome, ma lo specificano o lo determinano in qualche modo. Si suddividono in:

  • Dimostrativi: Indicano la posizione di qualcosa rispetto a chi parla o ascolta.
    • Esempio: “Questo libro” (This book), “Quella casa” (That house)
  • Possessivi: Indicano a chi appartiene qualcosa.
    • Esempio: “Il mio libro” (My book), “La sua casa” (His/Her house)
  • Indefiniti: Si riferiscono a quantità o identità non specificate.
    • Esempio: “Alcuni libri” (Some books), “Molti amici” (Many friends)
  • Numerali: Indicano un numero o un ordine.
    • Esempio: “Tre libri” (Three books), “Il primo giorno” (The first day)
  • Interrogativi: Introducono una domanda.
    • Esempio: “Quale libro?” (Which book?), “Quanti amici?” (How many friends?)
  • Esclamativi: Esprimono sorpresa o meraviglia.
    • Esempio: “Che libro!” (What a book!), “Quanti amici!” (How many friends!)

Aggettivi Relativi

Gli aggettivi relativi collegano due frasi, riferendosi a un elemento già menzionato nella frase principale. In italiano, l’unico aggettivo relativo è “quale”.

  • Esempio: “Il libro, il quale autore è famoso, è molto interessante.” (The book, whose author is famous, is very interesting.)

Osservazioni Importanti

  • Posizione: In italiano, la posizione dell’aggettivo rispetto al nome può variare a seconda del significato che si vuole dare. In generale, l’aggettivo qualificativo segue il nome, mentre gli aggettivi determinativi lo precedono.
  • Concordia: Ricorda che l’aggettivo concorda sempre con il nome a cui si riferisce nel genere e nel numero.
  • Gradi dell’aggettivo: Gli aggettivi qualificativi possono avere tre gradi: positivo (esprime una qualità senza confronti), comparativo (confronta due o più elementi) e superlativo (esprime il massimo grado di una qualità).

Esercizi

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I pronomi

I pronomi sono parole che sostituiscono nomi o altre parti del discorso all’interno di una frase. Questo permette di evitare ripetizioni e rendere il testo più scorrevole e naturale. In italiano, esistono diverse categorie di pronomi, ognuna con caratteristiche e usi specifici.

Pronomi Personali

I pronomi personali si riferiscono a persone o esseri animati. Si distinguono in:

  • Soggetto:
    • io (I) – Esempio: Io vado al cinema. (I go to the cinema.)
    • tu (you) – Esempio: Tu sei molto gentile. (You are very kind.)
    • lui/lei (he/she) – Esempio: Lui studia medicina, lei è avvocata. (He studies medicine, she is a lawyer.)
    • noi (we) – Esempio: Noi andiamo in vacanza insieme. (We go on vacation together.)
    • voi (you, plural) – Esempio: Voi siete studenti di italiano? (Are you students of Italian?)
    • loro (they) – Esempio: Loro sono arrivati in ritardo. (They arrived late.)
  • Oggetto:
    • me (me) – Esempio: Mi chiami domani. (Call me tomorrow.)
    • te (you) – Esempio: Ti accompagno alla stazione. (I’ll take you to the station.)
    • lo/la (him/her) – Esempio: Lo vedo spesso, la conosco da anni. (I see him often, I’ve known her for years.)
    • ci (us) – Esempio: Ci hanno invitato alla festa. (They invited us to the party.)
    • vi (you, plural) – Esempio: Vi aspetto qui. (I’ll wait for you here.)
    • li/le (them) – Esempio: Li ho incontrati al supermercato, le ho viste al concerto. (I met them at the supermarket, I saw them at the concert.)
  • Riflessivi:
    • mi (myself) – Esempio: Mi lavo i denti. (I brush my teeth.)
    • ti (yourself) – Esempio: Ti sei fatto male? (Did you hurt yourself?)
    • si (himself/herself/itself) – Esempio: Si è comprato una nuova macchina. (He bought himself a new car.)
    • ci (ourselves) – Esempio: Ci siamo divertiti molto. (We had a lot of fun.)
    • vi (yourselves) – Esempio: Vi siete preparati per l’esame? (Did you prepare yourselves for the exam?)
    • si (themselves) – Esempio: Si sono persi nel bosco. (They got lost in the woods.)

Pronomi Dimostrativi

I pronomi dimostrativi indicano la posizione di qualcosa rispetto a chi parla o ascolta:

  • questo/a (this) – Esempio: Questo libro è mio. (This book is mine.)
  • quello/a (that) – Esempio: Quello è il mio cappotto. (That is my coat.)
  • codesto/a (that, referring to something near the person you’re talking to) – Esempio: Codesto libro è tuo? (Is that book yours?)

Pronomi Possessivi

I pronomi possessivi indicano a chi appartiene qualcosa:

  • mio/a (my) – Esempio: Il mio libro è sul tavolo. (My book is on the table.)
  • tuo/a (yours) – Esempio: Il tuo zaino è nuovo. (Your backpack is new.)
  • suo/a (his/her) – Esempio: La sua casa è molto grande. (His/Her house is very big.)
  • nostro/a (our) – Esempio: La nostra macchina è blu. (Our car is blue.)
  • vostro/a (your, plural) – Esempio: Il vostro compito è difficile. (Your assignment is difficult.)
  • loro (their) – Esempio: La loro casa è in montagna. (Their house is in the mountains.)

Pronomi Indefiniti

I pronomi indefiniti si riferiscono a quantità o identità non specificate:

  • alcuno/a (some) – Esempio: Non ho alcuna intenzione di andarci. (I have no intention of going there.)
  • nessuno/a (none) – Esempio: Non c’è nessuno in casa. (There is no one at home.)
  • qualcuno/a (someone) – Esempio: C’è qualcuno che bussa alla porta. (There is someone knocking at the door.)
  • tutti/e (everyone) – Esempio: Tutti sono invitati alla festa. (Everyone is invited to the party.)
  • altro/a (other) – Esempio: Vorrei provare un altro gelato. (I would like to try another ice cream.)

Pronomi Relativi

I pronomi relativi collegano due frasi, riferendosi a un elemento già menzionato:

  • che (who, which, that) – Esempio: Il libro che ho letto era molto interessante. (The book that I read was very interesting.)
  • cui (whom, which) – Esempio: La persona a cui ho parlato è molto gentile. (The person to whom I spoke is very kind.)
  • il quale/la quale (who, which) – Esempio: Il problema, la cui soluzione è complessa, richiede tempo. (The problem, the solution of which is complex, requires time.)
  • chi (who) – Esempio: Chi ha fatto questo? (Who did this?)

Esercizi:

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Posizione delle particelle pronominali

Le particelle pronominali (mi, ti, si, ci, vi, si) sono piccole parole che sostituiscono i pronomi personali (io, tu, lui/lei, noi, voi, loro) e si usano spesso nella lingua italiana. La loro posizione rispetto al verbo può variare a seconda del modo e del tempo verbale.

Regola generale

Di solito, le particelle pronominali si trovano prima del verbo:

  • Mi chiamo Luca. (Mi = io)
  • Ti conosco da tempo. (Ti = tu)
  • Si è divertito molto alla festa. (Si = sé)
  • Ci siamo incontrati per caso. (Ci = noi)
  • Vi ho sentiti cantare. (Vi = voi)
  • Si sono trasferiti a Roma. (Si = sé)

Eccezioni

Ci sono alcune eccezioni a questa regola generale:

  1. Con l’imperativo:
    • Alla seconda persona singolare e plurale, la particella pronominale si trova dopo il verbo:
      • Dimmi la verità!
      • Ascoltami!
      • Guardatevi allo specchio!
  2. Con i verbi all’infinito e al gerundio:
    • La particella pronominale si trova dopo il verbo:
      • Devo andarci subito. (Andare + ci)
  3. Con i verbi servili (dovere, potere, volere) seguiti da un infinito:
    • La particella pronominale può trovarsi prima del verbo servile o dopo l’infinito:
      • Mi devi aiutare. / Devi aiutarmi.
      • Ti posso accompagnare. / Posso accompagnarti.
      • Si vuole trasferire. / Vuole trasferirsi.
  4. Con i verbi riflessivi è prima del verbo
    • Mi lavo i denti.
    • Ti vesti rapidamente.
    • Si trucca per la festa.
    • Ci siamo divertiti molto.
    • Vi siete comportati bene.
    • Si sono arrabbiati per niente.

Il Festival di Sanremo: un evento imperdibile per capire la cultura italiana (A2/B1)

Il Festival della canzone italiana di Sanremo si è appena concluso, lasciando dietro di sé una scia di emozioni, polemiche e, soprattutto, tanta musica. Ma cos’è Sanremo e perché è così importante per gli italiani?

Nato nel 1951, il Festival di Sanremo è la più importante manifestazione musicale italiana, un vero e proprio fenomeno culturale che da oltre 70 anni appassiona milioni di persone. Si svolge ogni anno nella città di Sanremo, in Liguria, e vede la partecipazione di cantanti famosi e giovani promesse che presentano canzoni inedite.

Sanremo non è solo un concorso musicale, ma è un evento che va ben oltre la musica. È un appuntamento che fa parte della tradizione e dell’identità culturale italiana. Durante la settimana del Festival, l’attenzione di tutto il paese è concentrata su Sanremo: giornali, televisioni, radio e social network non parlano d’altro.

Sanremo è uno specchio della società italiana, dei suoi cambiamenti, delle sue mode e dei suoi valori. Le canzoni presentate al Festival spesso affrontano temi importanti, come l’amore, la politica, i problemi sociali.

I cantanti e le case discografiche italiane utilizzano la partecipazione al Festival per presentare i loro nuovi lavori discografici.

Per gli stranieri che studiano l’italiano, Sanremo è un’occasione per immergersi nella lingua e nella cultura italiana. Ascoltare le canzoni, seguire le interviste ai cantanti, leggere i commenti sui social network permette di imparare nuove parole ed espressioni.

Per approfondire.

https://www.rai.it/programmi/sanremo

Linguaggio dei Giovani: impariamo lo SLANG italiano! (A2/B1)

Oggi esploreremo il linguaggio degli adolescenti italiani, a volte difficile da capire per chi non lo conosce. Impareremo insieme alcune parole ed espressioni gergali molto usate.

ATTENZIONE: non sempre è gentile usare questi termini in conversazioni ufficiali.

Le parole giovanili più usate in italiano

  • Limonare: Non si riferisce al succo di limone! Significa baciarsi con passione, usando la lingua.
    • Esempio: “Ieri sera ho limonato con Marco.”
  • Avoglia: Vuol dire “tanto”, “molto”.
    • Esempio: “Hai visto tante volte la serie TV ‘Mare Fuori’? Avoglia!”
  • Bomber: È un ragazzo che ha successo con le ragazze, un “latin lover”.
    • Esempio: “Da giovane ero un vero bomber!”
  • Bordello: Significa confusione, caos.
    • Esempio: “La mia camera è un bordello!”
    • Attenzione: “Bordello” può anche riferirsi, in modo volgare, a una casa di appuntamenti.
  • Botto: Può significare “tanto” o “incidente”.
    • Esempio: “Oggi ho studiato un botto” (ho studiato molto).
    • Esempio: “Ieri ho fatto un botto con la macchina” (ho avuto un incidente).
  • Coatto: È una persona volgare, rozza, di cattivo gusto.
    • Esempio: “Il nuovo fidanzato di Giulia è un coatto.”
  • Attizzare: Significa essere attratti da qualcuno, provare interesse.
    • Esempio: “Quella ragazza mi attizza un casino!”
  • Sbocciare: Festeggiare con alcolici.
    • Esempio: “Stasera si sboccia al compleanno di Luca!”
  • Fare after: Passare la notte in bianco, spesso bevendo alcolici.
    • Esempio: “A Capodanno ho fatto after con i miei amici.”
  • Inciucio: Ha due significati:
    • (Usato anche dagli adulti) Intrigo, imbroglio. Esempio: “I politici fanno molti inciuci.”
    • (Più giovanile) Relazione amorosa. Esempio: “Sara ha un inciucio con il suo collega.”
  • Fregna: Ragazza molto bella (termine un po’ volgare).
    • Esempio: “Hai visto che fregna la nuova commessa?”
  • Scialla: Significa “tranquillo”, “rilassato”.
    • Esempio: “Scialla, non preoccuparti!”
  • Friendzonare: Mettere qualcuno nella “friend zone”, cioè considerarlo solo un amico, non un potenziale partner romantico.
    • Esempio: “Marco è stato friendzonato da Laura.”
  • Beccarsi: Vedersi, incontrarsi.
    • Esempio: “Ci becchiamo domani!”
  • Ferro: Può significare pistola.
    • Esempio: “Nel film, il criminale ha un ferro.”
  • Lovvare: Amare.
  • Accannare: Lasciare, terminare una relazione.
  • Acchittarsi: Vestirsi in modo elegante.
  • Appiccio: Accendino.
  • Baitare: Fare da esca.
  • Bombare: Avere un rapporto intimo con qualcuno.
  • Ceppa: Persona brutta.
  • Charmare: Incantare, affascinare.
  • Drum: Tabacco.
  • Failare: Sbagliare.
  • Flammare: Litigare tramite messaggi.
  • Impanzare: Mettere incinta una ragazza.
  • Nerdare: Giocare molto ai videogiochi.
  • Pezzotto: Falso, contraffatto.
  • Rinco: Imbecille.
  • Rollare: Preparare una sigaretta.
  • Schioppare: Scoppiare o picchiare qualcuno.
  • Smella: Cattivo odore.
  • Svaccare: Dimagrire.
  • Whatsappare: Inviare un messaggio tramite WhatsApp.

Espressioni gergali

  • A palla de foco: Velocemente.
  • Far salire il crimine: Arrabbiarsi molto.
  • Fare la bava: Essere molto innamorati.
  • Ma che ne sanno i 2000: Espressione per indicare l’ignoranza dei giovani nati nel 2000.
  • Stare sotto: Essere coinvolti sentimentalmente da qualcuno.
  • Stare sotto un treno: Essere distrutti fisicamente o psicologicamente.
  • Tu non sai niente di Jon Snow: Espressione per sottolineare l’ingenuità di qualcuno.

Avverbi di quantità

Gli avverbi di quantità ci dicono quanto c’è di qualcosa. Rispondono alla domanda: “quanto?”

Esempi di avverbi di quantità

  • poco: non molto
    • Esempio: Ho poco tempo.
  • molto: tanto
    • Esempio: Ho molto lavoro.
  • niente/nulla: zero
    • Esempio: Non ho niente da dire.
  • appena: solo un po’
    • Esempio: È appena arrivato.
  • meno: il contrario di più
    • Esempio: Ho meno soldi di te.
  • almeno: come minimo
    • Esempio: Devi studiare almeno un’ora al giorno.
  • quasi: per poco non
    • Esempio: Sono quasi arrivato.
  • abbastanza: sufficiente
    • Esempio: Ho abbastanza cibo per tutti.
  • più: il contrario di meno
    • Esempio: Ho più amici di te.
  • parecchio: tanto
    • Esempio: Ho parecchio da fare.
  • troppo: più del necessario
    • Esempio: Ho mangiato troppo.

Come usare gli avverbi di quantità

Gli avverbi di quantità si usano per esprimere una quantità in modo non preciso.

  • Esempio:
    • Domanda: Quanti libri hai?
    • Risposta: Ne ho parecchi.

Attenzione

  • Poco e molto possono essere anche aggettivi, se si riferiscono a un nome.
    • Esempio (avverbio): Ho poco tempo.
    • Esempio (aggettivo): Ho pochi amici.

Locuzioni avverbiali di quantità

Le locuzioni avverbiali di quantità sono gruppi di parole che funzionano come un avverbio di quantità.

  • per niente/per nulla: assolutamente no
    • Esempio: Non sono per niente contento.
  • un po’: un piccolo amount
    • Esempio: Sono un po’ stanco.
  • più o meno/all’incirca/press’a poco/su per giù: circa
    • Esempio: Costa più o meno 10 euro.
  • poco meno: quasi
    • Esempio: Manca poco meno di un’ora.
  • fin troppo: troppo
    • Esempio: È fin troppo gentile.
  • di gran lunga: di molto
    • Esempio: È di gran lunga il migliore.

Esercizi:

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Avverbi di modo

Gli avverbi di modo ci dicono come succede qualcosa. Rispondono alla domanda: “come?” o “in che modo?”.

Tipi di avverbi di modo

  1. Avverbi che finiscono in “-mente”:
    • Sono i più comuni.
    • Esempi: dolcemente, serenamente, fortemente, velocemente, ovviamente.
    • “-Mente” significa “in modo…”:
      • dolcemente = in modo dolce
      • velocemente = in modo veloce
  2. Avverbi che indicano movimenti o posizioni del corpo (e finiscono in “-oni”):
    • Esempi: bocconi, gattoni, carponi, ginocchioni, cavalcioni, penzoloni.
    • Esempi e significati:
      • Il bambino cammina a gattoni (a quattro zampe).
      • È caduto bocconi (a faccia in giù).
      • È seduto cavalcioni (a gambe divaricate).
      • L’uomo è rimasto penzoloni (appeso).
    • Puoi anche dire “a gattoni”, “a carponi”, ecc.
  3. Avverbi semplici (di una sola parola):
    • Esempi: bene, male, volentieri, insieme.
    • Alcuni aggettivi diventano avverbi quando descrivono un verbo:
      • Esempi: chiaro, preciso, deciso, forte.

Locuzioni avverbiali di modo

Le locuzioni avverbiali di modo sono gruppi di parole che funzionano come un avverbio di modo.

  • a casaccio: in modo confuso
    • Esempio: I libri sono stati messi a casaccio.
  • a fatica: con difficoltà
    • Esempio: Cammino a fatica.
  • a quattr’occhi: in privato
    • Esempio: Parliamo a quattr’occhi.
  • a squarciagola: gridando molto forte
    • Esempio: Il bambino piange a squarciagola.
  • alla chetichella/di soppiatto: di nascosto
    • Esempio: Sono uscito alla chetichella.
  • al contrario: all’opposto
    • Esempio: Hai messo la maglia al contrario.
  • a piedi: camminando
    • Esempio: Vado a piedi al lavoro.
  • all’antica: come nel passato
    • Esempio: Mio nonno è all’antica.
  • alla meno peggio: in modo veloce e non perfetto
    • Esempio: Ho fatto il lavoro alla meno peggio.
  • alla svelta/di corsa: velocemente
    • Esempio: Vieni alla svelta!
  • così così: né bene, né male
    • Esempio: Come stai? – Così così.
  • di buon grado: volentieri
    • Esempio: Ti aiuto di buon grado.
  • di proposito: intenzionalmente
    • Esempio: Ha rotto il vaso di proposito.
  • di sicuro: sicuramente
    • Esempio: Di sicuro vinceremo.
  • di solito/in genere: normalmente
    • Esempio: Di solito vado a dormire alle 10.
  • in fretta e furia: molto velocemente e in modo disordinato
    • Esempio: Mi sono vestito in fretta e furia.
  • per caso: accidentalmente
    • Esempio: Ho incontrato per caso un amico.
  • per davvero: veramente
    • Esempio: Lo dici per davvero?
  • sul serio: seriamente
    • Esempio: Non lo prendere sul serio.
  • piano piano/pian pianino: lentamente
    • Esempio: Piano piano imparerai.
  • sotto sotto: nel profondo, nascosto
    • Esempio: Sotto sotto è una brava persona.

Gli avverbi di luogo

Gli avverbi di luogo ci dicono dove succede qualcosa o dove si trovano persone o cose.

Esempi di avverbi di luogo

  • Vicino a chi parla (me): qui, qua, quassù, quaggiù
    • Esempio: Vieni qui vicino a me.
  • Lontano da chi parla (me): lì, là, lassù, laggiù
    • Esempio: Il libro è lì, sul tavolo.
  • Altri avverbi di luogo: lontano, vicino, davanti, dietro, sopra, sotto, dentro, fuori, oltre, presso
    • Esempi:
      • La casa è lontano da qui.
      • Il negozio è vicino alla scuola.
      • Il gatto è sopra il tetto.

Come usare gli avverbi di luogo

Gli avverbi di luogo rispondono alla domanda “dove?”.

  • Esempio:
    • Domanda: Dove vai?
    • Risposta: Vado lì.

Attenzione

  • Dovunque significa “in ogni luogo in cui…” e si usa con un verbo.
    • Esempio: Dovunque tu vada, ti seguirò.
  • Dappertutto significa “in ogni luogo” e si può usare da solo.
    • Esempio: C’è neve dappertutto.

Le locuzioni avverbiali di luogo

Le locuzioni avverbiali di luogo sono gruppi di parole che funzionano come un avverbio di luogo.

  • Esempi: di sopra, in su, in alto, di sotto, in giù, in basso, da davanti, da dietro, di fuori, di dentro, da vicino, da lontano, da qui, da qua, per di qua, da lì, da là, per di là, nei dintorni, nei paraggi, nei pressi, qua e là, in, per ogni dove, non… da nessuna parte, di dosso.

Esempi di locuzioni avverbiali di luogo

  • Abitiamo nello stesso palazzo. Io abito di sopra e lui di sotto.
  • Il cane sta di fuori e il gatto sta di dentro.

Esercizi:

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Aggettivi e avverbi

Aggettivi

Gli aggettivi sono parole che descrivono o specificano le caratteristiche di un sostantivo (persona, animale, cosa o luogo). In italiano, l’aggettivo si “accorda” con il sostantivo a cui si riferisce, cioè cambia la sua forma in base al genere (maschile o femminile) e al numero (singolare o plurale) del sostantivo.

Esempi:

  • Il libro è interessante. (aggettivo “interessante” al maschile singolare, come il sostantivo “libro”)
  • Le case sono colorate. (aggettivo “colorate” al femminile plurale, come il sostantivo “case”)

Gli aggettivi possono essere di diversi tipi, ad esempio:

  • Qualificativi: descrivono una qualità del sostantivo (bello, alto, intelligente)
  • Possessivi: indicano a chi appartiene qualcosa (mio, tuo, suo)
  • Dimostrativi: indicano la posizione di qualcosa rispetto a chi parla (questo, quello)
  • Numerali: indicano una quantità (uno, due, tre)
  • Indefiniti: indicano una quantità non precisa (alcuni, molti, tutti)

Avverbi

Gli avverbi sono parole che modificano o specificano il significato di un verbo, di un aggettivo o di un altro avverbio. A differenza degli aggettivi, gli avverbi sono invariabili, cioè non cambiano la loro forma in base al genere e al numero.

Esempi:

  • Il gatto dorme profondamente. (l’avverbio “profondamente” modifica il verbo “dorme”)
  • La torta è molto buona. (l’avverbio “molto” modifica l’aggettivo “buona”)
  • Il treno arriva sempre tardi. (l’avverbio “sempre” modifica l’avverbio “tardi”)

Gli avverbi possono essere di diversi tipi, ad esempio:

  • Di modo: indicano come avviene un’azione (velocemente, lentamente, bene)
  • Di tempo: indicano quando avviene un’azione (ieri, oggi, domani)
  • Di luogo: indicano dove avviene un’azione (qui, lì, lontano)
  • Di quantità: indicano quanto di un’azione (molto, poco, tanto)
  • Di affermazione o negazione: affermano o negano qualcosa (sì, no, certamente)

Come distinguere aggettivi e avverbi

A volte può essere difficile distinguere tra aggettivi e avverbi, soprattutto quando hanno forme simili. Un trucco è ricordare che gli aggettivi si riferiscono sempre a un sostantivo, mentre gli avverbi si riferiscono a un verbo, un aggettivo o un altro avverbio.

Esempio:

  • Il ragazzo è veloce. (aggettivo “veloce” che si riferisce al sostantivo “ragazzo”)
  • Il ragazzo corre velocemente. (avverbio “velocemente” che si riferisce al verbo “corre”)

Avverbi di tempo

Gli avverbi di tempo sono parole che ci aiutano a capire quando e con quale frequenza avvengono le azioni. Possiamo dividere gli avverbi di tempo in due categorie:

1) Avverbi di tempo generali: rispondono alla domanda “Quando?”

2) Avverbi di frequenza: rispondono alla domanda “Quante volte?”

 1) Avverbi di tempo generali

Gli avverbi di tempo generali più comuni sono: ora, adesso, prima, dopo, poi, oggi, ieri, domani, stamani, stasera, stanotte, presto, tardi.

Ora | Adesso: significano “in questo momento”.

– Esempio: “Ora sono occupato, non posso uscire.” 

– Esempio: “Sono arrivato adesso da Venezia.

Prima | Dopo | Poi: indicano la posizione nel tempo di un evento rispetto a un altro.

– Esempio: “Marco deve entrare prima. Dopo ci sei tu.”

– Esempio: “Prima il dovere, poi il piacere.

Ieri | Oggi | Domani: indicano i giorni rispetto al momento attuale.

– Esempio: “Ieri ho lavorato, ma oggi rimango a casa.”

– Esempio: “Domani devo andare dal medico.”

Stamani | Stasera | Stanotte: si riferiscono a momenti specifici della giornata.

– Esempio: “Stamani ho un impegno urgente.”

– Esempio: “Stasera siamo invitati a cena.”

– Stanotte può riferirsi alla notte in corso, a quella passata o a quella futura, a seconda del contesto

Presto | Tardi: indicano una distanza di tempo rispetto a un momento specifico.

– Esempio: “Mi alzo sempre presto per andare al lavoro.”

– Esempio: “Ho fatto tardi all’appuntamento.”

Già | Ancora: indicano se un’azione è completata o meno.

– Esempio: “Hai già finito?” (azione completata)

– Esempio: “Non è ancora arrivata.” (azione non completata)

Ormai: indica che un periodo di tempo è finito e qualcosa non è più possibile.

– Esempio: “Ormai sono troppo stanco per uscire.”

2) Avverbi di frequenza

Gli avverbi di frequenza più comuni sono: mai, raramente, talvolta, solitamente, normalmente, spesso, sempre. Ci sono anche alcune locuzioni avverbiali come: di solito, ogni tanto, a volte.

Questi avverbi ci dicono quanto spesso avviene un’azione.

Esempi di frasi con avverbi di frequenza:

“La domenica spesso mi sveglio dopo le 10:00.”

“Di solito faccio colazione con caffè e biscotti.”- 

“Ogni tanto mi piace andare al bar a prendere un cappuccino.”

Nota: L’avverbio mai è sempre preceduto da non prima del verbo.

– Esempio: “Non vado mai a teatro.”

Le locuzioni avverbiali di tempo

Le locuzioni avverbiali di tempo sono frasi che funzionano come avverbi di tempo. Anche queste si dividono in due categorie: generiche e di frequenza.

Esempi di locuzioni avverbiali di tempo:

– Per sempre: “Vado via per sempre.”

– A quest’ora: “A quest’ora sarà arrivato.”

– Alla fine: “Alla fine del mese dovremo sistemare l’inventario.”

– D’ora in avanti: “D’ora in avanti dovremo impegnarci di più.”

Queste locuzioni ci aiutano a esprimere idee di tempo in modo più dettagliato.