S04E18 Master Italian Space Prepositions For Your Summer! 🇮🇹 (IN vs A vs AL)

Ciao, benvenuti e benvenute su Italiano da vivere. Oggi affrontiamo un argomento che fa perdere la testa anche agli studenti di livello intermedio ed avanzato. preposizioni di luogo legate alle vacanze e all’estate.

Perché diciamo vado in Sardegna, ma vado a Capri? Oggi vediamo la mappa definitiva per non sbagliare mai più quando raccontate i vostri viaggi. Iniziamo con una delle distinzioni più importanti. Regioni, nazioni e grandi isole vogliono sempre la preposizione in. Quindi se quest’estate viaggiate direte vado in vacanza in Italia, vado in Toscana oppure vado in Sicilia o in Sardegna. Ricordatevi, grandi isole e regioni geografiche vogliono in Ma attenzione, cosa succede se parliamo di isole minori o di città? Le città e le isole piccole vogliono la preposizione A. Di conseguenza, se andate a visitare una splendida isola nel Sud, direte: “Vado a Capri, vado a Ischia, oppure vado a Roma, vado a Firenze”. Ricapitolando, in Sicilia, isola grande, ma a Capri, isola piccola. E ora veniamo alla trappola estiva per eccellenza. I luoghi generici della natura come il mare o la montagna. Qui usiamo le preposizioni articolate. Per il mare usiamo la preposizione al che è l’unione di a più il. Diciamo sempre, vado al mare. Non dite mai in mare, perché in mare significa che siete fisicamente dentro l’acqua a nuotare. Per la montagna invece usiamo la preposizione in diciamo sempre vado in montagna e per la campagna esatto si dice vado in campagna. Vediamo se la regola è chiara. Facciamo un test lampo di 3 secondi. Come dite questa frase?

3 2 1 La risposta corretta è vado in vacanza in Puglia regione e poi a Gallipoli città. Com’è andata ora? Tocca a voi praticare? Lasciatemi un commento qui sotto raccontandomi dove andrete in vacanza quest’estate, stando attentissimi alle preposizioni che userete. Correggerò ogni singola risposta. Come sempre vi ricordo che nel mio blog www.italianodavivere.com italianodavivere.com.

Trovate schemi, esercizi, tutto gratuito per poter dominare le preposizioni e se volete fare un salto di qualità definitivo e quindi superare il blocco e parlare l’italiano con fluidità e maggior sicurezza, potete prenotare una lezione privata, personalizzata. direttamente con me. Grazie a tutti, buone vacanze e in carrozza al prossimo

S04E17 Why do Italians say “Si mangia bene”? 🇮🇹

Ti sei mai chiesto perché in Italia diciamo “In Italia si mangia bene” invece di “Gli italiani mangiano bene”? Questa struttura si chiama “Si impersonale” ed è il vero segreto per iniziare a parlare da nativo. Ma attenzione: cosa succede se l’oggetto diventa plurale?

Il “Si impersonale” serve per parlare di azioni compiute dalla collettività in generale, senza specificare un soggetto preciso. Formula base: SI + Verbo alla 3ª persona singolare. “A Londra si corre spesso nei parchi”, “In questo ufficio si lavora troppo.

Cosa succede se c’è un oggetto diretto dopo il verbo? Se l’oggetto è singolare, il verbo resta singolare (“In questo ufficio si parla l’italiano”). Se l’oggetto è plurale, il verbo DEVE diventare plurale! “In questo ufficio si parlano molte lingue” oppure “Per la cittadinanza si preparano molti documenti”.

Ora tocca a te scrivi una frase nei commenti usando la regola ed io correggerò personalmente il tuo esercizio. Sul mio blog www.italianodavivere.com puoi trovare questa e altre regole di grammatica con link ad esercizi gratuiti. Se vuoi studiare italiano con me contattami.

S04E16 The biggest mistake with Italian pronouns! 🇮🇹

Se hai visto lo short di questa settimana, sai che confondere gli e le è un errore comune quando si parla in italiano. Ma perché succede e soprattutto come puoi evitarlo una volta per tutte per suonare subito più naturale? Oggi lo vediamo insieme in 3 minuti.

La regola di base è in realtà molto semplice. Stiamo parlando di pronomi indiretti, cioè parole che rispondono alla domanda. A chi? Quando l’azione è rivolta a un uomo, usiamogli. Ad esempio, ho visto Marco e gli ho detto la verità, cioè ho detto a lui. Quando l’azione è rivolta a una donna, usiamo le. Ad esempio, ho visto Giulia e le ho detto la verità, cioè ho detto a lei. L’errore nasce spesso perché in molte lingue si usa un’unica forma o semplicemente perché nella fretta si sceglie il pronome più corto e istintivo che di solito è lì. Ma per un madrelingua sentire gli detto riferito a una donna salta subito all’orecchio.

Facciamo una prova.

Come diresti telefono a mia mamma?

Mamma è una donna, quindi le telefono e parlo a mio fratello.

Fratello è un uomo, quindi gli parlo.

Attenzione però a un piccolo segreto del parlato. Cosa succede quando parliamo a più persone, a loro? La grammatica tradizionale vorrebbe il pronome loro dopo il verbo. Ad esempio, ho dato loro il libro. Tuttavia, nell’italiano moderno e colloquiale di tutti i giorni è assolutamente accettato usare gli anche per il plurale. Quindi puoi dire “Ho visto i miei amici e gli ho detto di venire. Ho detto a loro, ricapitolando, gli per lui, le per lei e puoi usare gli anche per loro quando parli in modo informale. Ora tocca a te fare pratica per non dimenticarlo. Scrivi nei commenti qui sotto due frasi, una usandogli e una usando le. Le leggerò e ti dirò se sono corrette. Se questo video ti è stato utile, lascia un mi piace, iscriviti al canale e attiva la campanella per non perdere i prossimi appuntamenti del venerdì della grammatica. Ci vediamo al prossimo video. Ciao

S04E15 Sapere vs Conoscere: Italian Grammar Friday

Ciao a tutti e benvenuti! Oggi affrontiamo uno dei dubbi più grandi per chi studia l’italiano: la differenza tra i verbi “sapere” e “conoscere”.

In molte lingue, come l’inglese con il verbo “to know”, si usa una sola parola. In italiano invece abbiamo due verbi distinti, e usarli male è un errore molto comune.

Partiamo dal verbo SAPERE. Usiamo “sapere” quando parliamo di fatti, informazioni precise o dati che abbiamo memorizzato. Ad esempio: “So a che ora parte il treno” oppure “Sai dove abita Marco?”. Sono informazioni oggettive.

Inoltre, “sapere” seguito da un verbo all’infinito significa “avere la capacità di fare qualcosa”. Ad esempio: “So guidare”, “So parlare l’italiano”.

Passiamo adesso al verbo CONOSCERE. Questo verbo significa avere familiarità, essere pratici o aver avuto esperienza diretta di qualcosa o qualcuno. Lo usiamo sempre con le persone, gli animali o i luoghi geografici. Ad esempio: “Conosco Francesco”, “Conosco bene questa città”, “Conosci quel ristorante?”.

Non potete mai dire “So Francesco”! È un errore gravissimo. Con le persone si usa solo ed esclusivamente “conoscere”.

Facciamo un piccolo riassunto visivo:

  • SAPERE + informazioni o azioni all’infinito.
  • CONOSCERE + persone, luoghi o cose complesse.

E adesso tocca a voi! Mettetevi alla prova nei commenti. Come completereste questa frase?

Io non ________ bene questa città, mi sono perso.

Usate sapere o conoscere? Scrivete la risposta qui sotto e correggerò personalmente i vostri commenti. Se il video vi è piaciuto, lasciate un bel mi piace e iscrivetevi per non perdere le prossime lezioni. Ci vediamo presto!

S04E14 Combined Pronouns in Italian: The Ultimate 3-Minute Guide (Me lo, Te la, Glielo)

“Ciao a tutti e a tutte. Se state studiando italiano, sono sicuro che l’unione di due pronomi nella stessa frase vi sembra un puzzle impossibile. Molti studenti si confondono e dicono “mi lo dai” o “ci le presti”. Oggi, in meno di tre minuti, scopriamo insieme la formula magica per combinare i pronomi senza fare mai più errori.”

“La prima regola fondamentale riguarda i pronomi indiretti mi, ti, ci, vi. Quando questi pronomi incontrano un pronome diretto come lo, la, li, le o la particella ne, la loro lettera i finale si trasforma in una e. Inoltre, l’ordine è fisso: il pronome della persona va sempre per primo. Per esempio, la frase “ti presto il libro” diventa “te lo presto”. Avete visto? Ti è diventato te, e si è unito a lo.”


“La seconda regola riguarda la terza persona, cioè gli, che significa a lui. Quando gli si unisce agli altri pronomi, si aggiunge una e di congiunzione e si scrive tutto attaccato, in una sola parola: glielo, gliela, glieli, gliele, gliene. Questo trucco è fantastico perché si usa sia per il maschile che per il femminile. Ad esempio, “dico la verità a Maria” diventa “gliela dico”, esattamente come se parlassi di un uomo.”


“Ricapitoliamo la mappa mentale. I pronomi mi, ti, ci, vi cambiano la vocale e diventano me, te, ce, ve, seguiti dal secondo pronome. Il pronome gli si unisce acquisisce una e diventa una parola unica.”


“Visto com’è semplice quando si conosce la struttura? Se volete mettervi alla prova e scaricare una tabella riassuntiva gratuita in formato pdf da tenere sempre con voi, visitate subito il mio blog italianodavivere.com. Iscrivetevi a questo canale per non perdere le prossime lezioni attivando la campanellina e lasciatemi un commento con un vostro esempio. Ci vediamo presto, ciao!”

S04E13 CI vs NE The Ultimate Italian Pronouns Guide

Ciao a tutti e a tutte. Se state studiando l’italiano, sono sicuro che le particelle CI e NE vi hanno fatto venire il mal di testa più di una volta. Molti studenti dicono “Ne penso” invece di “Ci penso”, oppure usano “ci” quando serve “ne”. Oggi, in meno di tre minuti, facciamo chiarezza una volta per tutte con regole semplicissime ed esempi pratici.

Iniziamo con CI. Il primo uso fondamentale è per indicare un luogo. Sostituisce “in quel posto”. Ad esempio: “Vai a Roma?” -> “Sì, ci vado”. Il secondo uso, importantissimo, è con i verbi che reggono la preposizione A, come pensare a qualcosa o credere a qualcosa. Esempio: ‘”Pensi alla lezione?” -> “Sì, ci penso”. Non diciamo mai “ne penso!”

“Passiamo a NE. La parola chiave per ricordare NE è quantità. Sostituisce ‘di questa cosa’ quando parliamo di numeri o parti. Esempio: ‘Quanti caffè bevi?’ -> ‘Ne bevo due’.
Usiamo NE anche con i verbi che reggono la preposizione DI, come parlare di qualcosa. Esempio: “parliamo di politica?” -> “Sì, ne parliamo.”

“Vediamo la differenza in una sola frase per capire bene. Se dico: “parlo del mio lavoro”, uso DI, quindi diventa: “ne parlo”. Se invece dico: “penso al mio lavoro”, uso A, quindi diventa: “ci penso”. Vedete com’è semplice? Dipende tutto dalla preposizione del verbo!”

Ricapitolando: CI per i luoghi e per la preposizione A. NE per le quantità e per la preposizione DI.
Se volete approfondire con altri esercizi gratuiti e letture utili, visitate il mio blog italianodavivere.com. Iscrivetevi al canale per non perdere le prossime lezioni. Ci vediamo presto, ciao!”

S04E12 Stop confusing Italian verbs of opinion! 🇮🇹 MI PIACE or IO PIACCIO?

Ciao oggi affrontiamo uno degli ostacoli più grandi per chi studia l’italiano. Il verbo piacere molti studenti dicono “io piaccio la pizza” o “io piaccio il mare” ma attenzione in italiano la struttura è completamente diversa dall’inglese o dal francese. Non è “I like pizza” ma è la pizza che piace a me. In questa lezione vedremo la formula magica per non sbagliare mai più. La regola è semplice il verbo concorda con l’oggetto che ti piace non con te se la cosa è singolare usiamo piace. Esempio mi piace il caffè, se le le cose sono plurali usiamo mi piacciono esempio mi piacciono gli spaghett. Vedere il verbo cambia perché cambia il soggetto la pasta o gli spaghetti provate a ripetere con me mi piace la piazza mi piacciono i gatti. Un’altro dubbio comune quando usare amare in italiano amare è molto forte si usa per i sentimenti profondi verso una persona o una passione incredibili. Se dici amo la carbonara va bene ma è molto enfatico nei 90% dei casi per esprimere un gusto o un’opinione usiamo imi piace se sei in ufficio e parli con il tuo capo usa sempre mi piace o mi piace molto. Ultimo segreto potete dire mi piace o a me piace è la stessa cosa ma attenzione non dire mai a me mi piace perché è una ripetizione che nel’italiano corretto non si dovrebbe usare. Usate a me piace solo quando volete sottolinea che piace a voi e magari non agli altri ad esempio: “A me piace il freddo e a te? Spero che questa spiegazione vi aiuti a parlare un italiano più naturale se volete fare pratica scrivete nei commenti una cosa che vi piace e una cosa che vi piace molto e non dimenticate di visitare il mio blog italianodavivere.com alla prossima lezione. Ciao

S04E11 How to use AL, DEL, NELLO: italian articulated prepositions made easy! 🇮🇹✍️

Ciao!! Scommetto che molte volte hai avuto il dubbio: si dice “A il ristorante” o “Al ristorante”? In italiano, dire “A il” è un errore da principiante. Oggi ti insegno la formula magica per non sbagliare mai più le preposizioni articolate. È più facile di quello che pensi!
Le preposizioni articolate nascono dall’unione di una preposizione semplice (A, DI, DA, IN, SU) e un articolo determinativo (IL, LO, LA, LE). Ad esempio: A + IL = AL. Non usiamo due parole separate, le fondiamo insieme per rendere la frase più fluida. A + IL = AL
DI + IL = DEL
IN + IL = NEL
Il segreto è guardare la parola che segue. Se la parola è “ristorante”, che articolo useresti? IL “Il ristorante”. Bene, allora aggiungi la preposizione. Se devi dire “vado…”, userai A. Quindi A + IL = AL. Se invece la parola è “stadio”, l’articolo è “lo”, lo stadio. Quindi diciamo “vado allo stadio” (A + LO).
Quindi. Vado al cinema (A + IL)
Il libro è sul tavolo (SU + IL)
Vengo dalla Spagna (DA + LA)
Ricorda però: con i nomi di città non le usiamo! Diciamo “vado a Roma”, non “vado alla Roma”. Ma con i luoghi pubblici come cinema, ristorante, stadio, sono obbligatorie!”
Facciamo una prova. Come diresti in italiano: “The coffee is in the cup” (la tazzina)? Scrivilo nei commenti e io ti correggerò!
Se questo video ti è stato utile, metti un like e iscriviti. Se vuoi fare una lezione privata con me per approfondire questi temi, trovi tutti il link sul mio blog. Grazie e presto con italianodavivere.com

S04E10 Stop making THIS mistake with ESSERE and AVERE! 🇮🇹 Grammar Guide

Buongiorno! Oggi chiariamo un dubbio che tormenta molti studenti: quando usare “essere” nel passato prossimo? La regola base dice: usalo con i verbi di movimento e di stato.Benvenuti e benvenute su Italianodavivere.

Diciamo “sono andato al mercato”, “sono tornato da Ferrere”, “sono rimasto a casa”. Vedete? C’è un movimento o una permanenza. Non usiamo mai “avere” in questi casi.

Attenzione però! Verbi come “correre” o “camminare” a volte usano “avere”. Se dico “ho corso per un’ora”, uso avere perché mi concentro sull’azione, non sulla destinazione.

La grammatica italiana è piena di sfumature. Scrivete una frase nei commenti usando “essere” e la correggerò per voi. Trovate le spiegazioni sul passato prossimo e gli  esercizi sul mio blog, vi metto il link qui sotto. Buon fine settimana a tutti

S04E9 Speak Italian WITHOUT opening your mouth! 🤌 3 essential gestures

Benvenuti e benvenute in Italia non parliamo solo con le parole, ma con le mani. Oggi vediamo 3 gesti fondamentali per non sembrare turisti e capire davvero cosa dicono gli italiani per strada. 

La “pigna”: dita unite che si muovono. Significa “cosa vuoi?” 

La mano sotto il mento che scorre verso l’esterno: significa “non mi importa”. 

Il dito sulla guancia che ruota: significa “buono!” o “squisito!’. 

Attenzione: i gesti cambiano il significato in base all’espressione del viso. Usate la pigna con un sorriso e sarà scherzoso “cosa vuoi”, usatela arrabbiati e sarà una sfida, “cosa vuoi”.

Qual è il vostro gesto preferito? Scrivetemelo nei commenti oppure inviate una mail che trovate qui sotto. Grazie e alla prossima.