S04E07 ll venerdì della grammatica: i segreti della particella “SI”

Buongiorno benvenute e benvenuti al nostro secondo appuntamento con il “venerdì della grammatica”. Oggi affrontiamo una parola piccolissima ma capace di creare grandi confusioni: la particella si. Spesso i miei studenti mi chiedono: Francesco, si dice “si mangia” o “si mangiano”? Oggi scopriamo che la risposta dipende da cosa viene dopo. Benvenuti su Italianodavivere.

Iniziamo dal si impersonale. Lo usiamo quando non vogliamo specificare chi compie l’azione. In questo caso, il verbo è sempre alla terza persona singolare. Ad esempio: “in Italia si mangia bene” o “in questo ufficio si lavora molto”. Non importa se parliamo di una o mille persone: l’azione è generale, quindi il verbo resta singolare.

Le cose cambiano con il si passivante. Qui il “si” serve a trasformare una frase da attiva a passiva. In questo caso, il verbo deve concordare con l’oggetto che segue. Se l’oggetto è plurale, il verbo diventa plurale. Ad esempio: “in questa libreria si vendono libri antichi”. Vedete? “libri” è plurale, quindi usiamo “vendono”. È questo il segreto per parlare come un vero madrelingua.”

E voi? Quale uso del “si” trovate più difficile? Provate a scrivere una frase nei commenti usando il “si” passivante, e io la correggerò. Se volete approfondire queste regole e fare pratica con me, scrivetemi alla mail che trovate qui sotto. Io sono Francesco Bruno e vi aspetto alla prossima lezione. Buona grammatica!

S04E04 Il venerdì della grammatica: l’accordo dei pronomi diretti

Buongiorno benvenuti e benvenute al nostro primo appuntamento con il “venerdì della grammatica”. Oggi affrontiamo un piccolo dettaglio che però fa una grande differenza. Avete mai avuto il dubbio se dire “l’ho visto” o “l’ho vista”? Oggi impariamo a non sbagliare più l’accordo dei pronomi con il passato.

La regola è questa: quando usiamo i pronomi diretti lo, la, li, le con il passato prossimo, il participio passato deve cambiare la sua desinenza. Se parlo di una mela, non dirò “l’ho mangiato”, ma “l’ho mangiata”. Se parlo dei libri, dirò “li ho letti”. È un gioco di specchi: il verbo deve riflettere il genere e il numero dell’oggetto.

Molti studenti si dimenticano di fare questo accordo perché in molte altre lingue non esiste. Ma in italiano, questo piccolo suono finale — a, o, i, e — è quello che rende la vostra frase armonica e corretta. È la differenza tra sembrare un principiante e un vero conoscitore della lingua. Non abbiate paura di esagerare la vocale finale mentre fate pratica!

E voi? Qual è la regola grammaticale che vi fa più impazzire? Scrivetelo nei commenti e magari ci farò un video venerdì prossimo. Se volete fare esercizi pratici con me su questi temi, scrivetemi alla mail che trovate qui sotto. Io sono Francesco Bruno e questo è italianodavivere, buon fine settimana e buona grammatica!