S2E6 La cucina del centro: pasta, cinghiale e tartufi

Benvenuti  e benvenute  al nuovo appuntamento con Italianodavivere! Io sono Francesco, il vostro insegnante di italiano.

Nel nostro primo episodio abbiamo iniziato un viaggio gastronomico nella penisola, esplorando la ricca cucina del Nord. Oggi, ci spostiamo al centro dell’Italia per scoprire i sapori e i profumi di una tradizione culinaria che è un vero inno alla semplicità e ai prodotti del territorio.

Questo è il nostro secondo episodio, e ci concentriamo sulla cucina del centro: pasta, cinghiale e tartufi.

La cucina dell’Italia centrale, che include regioni come la Toscana, l’Umbria, le Marche e il Lazio, è celebre per essere rustica e sostanziosa. Qui, i sapori della terra e della caccia regnano sovrani.

La Pasta e il Pane

Dimenticate il riso del Nord: qui la regina è la pasta. In Toscana e in Umbria si trovano spesso i pici, una pasta fresca e spessa, fatta a mano, che somiglia a degli spaghetti molto grandi e irregolari. Sono perfetti per raccogliere sughi ricchi e saporiti.

E come non parlare del pane sciapo, o pane senza sale, tipico della Toscana. Inizialmente può sembrare strano, ma la sua assenza di sale serve a esaltare il sapore dei salumi, dei formaggi e, soprattutto, dei piatti di carne molto saporiti che lo accompagnano.

I Protagonisti: Cinghiale e Tartufi

Il cuore della cucina centrale batte per i sapori forti.

  • Il Cinghiale: la caccia è una parte importante della tradizione, e la carne di cinghiale è una vera specialità. Viene cucinato in umido, come spezzatino o utilizzato per creare ragù intensi e saporiti per condire i pici o le pappardelle, un altro formato di pasta larga e ruvida, ideale per i sughi di selvaggina.
  • Il Tartufo: L’Umbria e le Marche sono terre di tartufo. Che sia nero pregiato o scorzone estivo, l’aroma del tartufo è capace di trasformare un piatto semplice, come delle uova fritte o una tagliatella burro e parmigiano, in un’esperienza gourmet indimenticabile. È la quintessenza del lusso della terra.

Infine, non possiamo dimenticare i grandi classici romani, come la Carbonara, la Amatriciana e la Cacio e Pepe—piatti semplici ma che richiedono grande maestria e l’uso di ingredienti di altissima qualità.

Spero che questo assaggio del centro Italia vi abbia messo appetito!

Se volete rileggere i termini che abbiamo usato o approfondire la storia di questi piatti, potete trovare la trascrizione completa di questo episodio e di tutti gli altri su: www.italianodavivere.com.

Vi aspetto la prossima volta per il nostro terzo episodio, dove scenderemo ancora più a sud per scoprire i sapori del sud: la dieta mediterranea.

A presto, e buon appetito

S2E3 Il Barocco in Italia: Luci e Ombre

Benvenuti e benvenute su Italianodavivere, il podcast per chi vuole esplorare la lingua e la cultura italiana oltre i libri di testo. Io sono Francesco e questo è il nostro terzo episodio della seconda stagione.

Oggi, spegneremo le luci e riaccenderemo i riflettori su uno dei periodi artistici più drammatici, grandiosi, ma anche controversi della nostra storia: Il Barocco in Italia

Quando pensiamo al Barocco, pensiamo subito a Roma e al Seicento. È un’epoca di grandi rivoluzioni scientifiche, ma anche di forte instabilità politica e religiosa. L’arte in questo contesto non è solo bellezza, è soprattutto comunicazione e persuasione.

Dopo la razionalità e l’equilibrio del Rinascimento, questo stile rompe ogni regola. Le sue “luci” sono la dinamicità, il dramma e l’emozione intensa.

Pensate alle sculture di Gian Lorenzo Bernini, come l’Estasi di Santa Teresa: stoffe che si muovono nel vento, visi che esprimono piacere o dolore assoluto. Non c’è staticità, c’è solo movimento continuo. Oppure pensate a Caravaggio, con i suoi chiaroscuri violenti: la luce è una lama che squarcia il buio, mettendo in risalto la vera natura umana.

Il Barocco vuole coinvolgere totalmente lo spettatore, portarlo dentro la scena, fargli provare l’evento, non solo guardarlo. In questo senso, è un’arte estremamente moderna, fatta per le masse. La sua “luce” è la capacità di emozionare senza filtri.

Ma il Barocco ha anche le sue “ombre”. La parola stessa, barocco, deriva probabilmente dal portoghese barroco, che significa “perla irregolare, bizzarra”. Per i critici successivi, questa arte era troppo. Troppo teatrale, troppo decorata, troppo concentrata sull’eccesso.

L’ombra più grande, però, è legata al suo uso. Questa grandiosità costosa e imponente fu usata dalla chiesa della controriforma e dalle monarchie assolute come potente strumento di propaganda. Lo scopo non era solo celebrare Dio, ma celebrare il potere: il potere della chiesa, il potere del Re.

Questi artisti, pur essendo geni assoluti, spesso lavoravano con l’obiettivo preciso di impressionare e intimorire, dimostrando la ricchezza e l’autorità del committente. Questo ha portato, talvolta, a una percezione di arte non sincera, ma puramente retorica e manipolatoria.

Quindi, quando camminate oggi in una chiesa barocca, chiedetevi: sto ammirando l’ingegno o sto subendo una strategia? In questo contrasto tra emozione pura e strategia di potere risiede tutta la bellezza e la complessità del barocco italiano.

E con questo contrasto, che è il cuore stesso del Barocco, chiudiamo la puntata di oggi. Il nostro sarà un arrivederci breve. Infatti, la prossima settimana, ci aspetta l’ultimo appuntamento di questo ciclo sull’arte italiana. Parleremo di presente e futuro con un episodio intitolato: l’arte contemporanea: I nuovi talenti italiani.

Non perdete l’occasione di scoprire chi sta scrivendo le nuove pagine della creatività italiana. Come sempre vi ricordo che troverete la trascrizione di questo podcast su italianodavivere.com. Grazie a tutti e a tutte.

Vocabolario dal Podcast

Parola in ItalianoTraduzione in IngleseTraduzione in FranceseTraduzione in Spagnolo
Esplorare (v.)To exploreExplorerExplorar
Riflettori (s.m. pl.)SpotlightsProjecteursFocos / Reflectores
Drammatici (agg.)DramaticDramatiquesDramáticos
Grandiosi (agg.)Grandiose / MagnificentGrandioses / MagnifiquesGrandiosos
Controversi (agg.)ControversialControversésControvertidos
Instabilità (s.f.)InstabilityInstabilitéInestabilidad
Persuasione (s.f.)PersuasionPersuasionPersuasión
Razionalità (s.f.)RationalityRationalitéRacionalidad
Equilibrio (s.m.)Balance / EquilibriumÉquilibreEquilibrio
Dinamicità (s.f.)DynamismDynamismeDinamismo
Intensa (agg.)IntenseIntenseIntensa
Assoluto (agg.)AbsoluteAbsoluAbsoluto
Staticità (s.f.)StaticityStaticitéEstaticidad
Chiaroscuri (s.m. pl.)Chiaroscuro (light and shadow)Clair-obscurClaroscuros
Squarcia (v. – da squarciare)To tear / To pierceDéchirer / FendreRasgar / Atravesar
Coinvolgere (v.)To involve / To engageImpliquer / EngagerInvolucrar
Spettatore (s.m.)Spectator / ViewerSpectateurEspectador
Filtri (s.m. pl.)FiltersFiltresFiltros
Bizzarra (agg.)Bizarre / OddBizarreBizarra / Extraña
Eccesso (s.m.)ExcessExcèsExceso
Teatrale (agg.)TheatricalThéâtralTeatral
Decorata (agg.)Decorated / OrnateDécorée / OrnéeDecorada
Grandiosità (s.f.)Grandeur / MagnificenceGrandiositéGrandiosidad
Imponente (agg.)Imposing / MassiveImposantImponente
Strumento (s.m.)Instrument / ToolInstrument / OutilInstrumento / Herramienta
Propaganda (s.f.)PropagandaPropagandePropaganda
Intimorire (v.)To intimidate / To frightenIntimider / EffrayerIntimidar
Committente (s.m./f.)Patron / ClientCommanditaire / MécènePatrocinador / Cliente
Retorica (agg./s.f.)Rhetorical / RhetoricRhétoriqueRetórica
Manipolatoria (agg.)ManipulativeManipulatriceManipuladora
Ingegno (s.m.)Ingenuity / SkillIngéniosité / TalentIngenio
Subendo (v. – da subire)Suffering / UndergoingSubissant / SubissantSufriendo
Risiede (v. – da risiedere)Resides / LiesRéside / ReposeReside
Contrasto (s.m.)ContrastContrasteContraste

S2E1 I capolavori del Rinascimento

Ciao a tutti e benvenuti nella seconda stagione di “Italianodavivere”, il podcast pensato per tutti gli amanti della lingua e della cultura italiana. Sono Francesco, e sono davvero felice di ricominciare questo viaggio con voi!

Nella prima stagione abbiamo esplorato vari argomenti, ma questa volta abbiamo un piano molto speciale. Da oggi fino a giugno, ogni mese ci concentreremo su un tema specifico, con quattro episodi dedicati. Sarà un vero e proprio percorso attraverso l’Italia, un viaggio che toccherà l’arte, la storia, le tradizioni culinarie, il cinema, la musica e molto altro. È un’occasione unica per scoprire l’Italia da vivere, in tutti i suoi aspetti.

Questo mese il nostro focus è sui capolavori dell’arte e dell’architettura italiana. Iniziamo subito con un periodo che ha cambiato il mondo intero: il Rinascimento.

Il Rinascimento è stato un momento incredibile di rinascita, un’epoca in cui l’uomo era al centro dell’universo. Se pensate a quest’epoca, vi verranno in mente subito tre nomi: Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello.

  • Leonardo da Vinci: Genio universale, non solo un pittore ma anche uno scienziato, un inventore, un ingegnere. Pensate alla Gioconda, il ritratto più famoso al mondo, o all’Ultima Cena. Non sono solo dipinti, sono studi profondi sulla natura umana, sull’emozione e sulla prospettiva. Leonardo non si limitava a dipingere, ma cercava di capire il perché delle cose.
  • Michelangelo Buonarroti: Un artista che sentiva una connessione speciale con la materia, in particolare con il marmo. Lo chiamava “il suo fardello”. Ha scolpito capolavori come il David, un simbolo di forza e bellezza. Ma non solo scultura, il suo affresco nella Cappella Sistina è un’opera così vasta e complessa da lasciare senza fiato. Si dice che abbia lavorato per anni, quasi sempre da solo, sdraiato su un’impalcatura per dipingere quel soffitto.
  • Raffaello Sanzio: Considerato da molti il pittore della perfezione. Le sue opere sono caratterizzate da un’armonia e una grazia uniche. Ha dipinto Madonne dolcissime e ritratti incredibilmente realistici. La sua “Scuola di Atene” è un capolavoro che celebra il sapere e la filosofia. Se vi trovate in Vaticano, è una delle prime opere che vi farà innamorare.

Questi tre artisti non hanno solo lasciato opere magnifiche, ma hanno anche influenzato generazioni di artisti dopo di loro, e continuano a essere un’ispirazione per tutti noi.


Siamo arrivati alla fine di questo primo episodio. Spero che questo piccolo viaggio nel Rinascimento vi abbia incuriosito! Nel prossimo episodio parleremo dell’architettura romana e del suo impatto.

Grazie per avermi ascoltato. Se volete leggere la trascrizione di questo episodio, la trovate nella sezione dedicata sul mio blog: www.italianodavivere.com.

Vi aspetto la prossima settimana per una nuova puntata di “Italianodavivere”! Ciao a tutti!

S01E02 Il vino

Ciao a tutte e a tutti sono Francesco,  benvenuti a “Italiano da Vivere”, il podcast che vi porta alla scoperta delle meraviglie dell’Italia. Oggi, vi conduco in un viaggio sensoriale tra i vigneti e le cantine del Bel Paese, per esplorare l’affascinante mondo del vino italiano. E, dato che vivo in Piemonte, voglio dedicare una parte speciale di questo episodio ai vini della mia regione.

L’Italia è una terra di antiche tradizioni vinicole, con una varietà di vitigni autoctoni e un patrimonio enologico invidiabile. Ogni regione, ogni collina, ogni borgo, custodisce segreti e storie legate alla produzione del vino. Dal Piemonte con il suo Barolo, alla Toscana con il Chianti, dalla Sicilia con il Nero d’Avola, al Veneto con il Prosecco, l’Italia offre un’esperienza enologica unica e indimenticabile.

Ma cosa rende il vino italiano così speciale? Innanzitutto, la diversità dei territori e dei climi, che permettono la coltivazione di una vasta gamma di vitigni. Poi, la passione e la dedizione dei viticoltori, che tramandano di generazione in generazione le tecniche di produzione. E infine, la cultura del vino, che in Italia è parte integrante della vita quotidiana, un simbolo di convivialità e di piacere.

E ora, immergiamoci nel cuore del Piemonte, una regione che vanta una tradizione vinicola millenaria e alcuni dei vini più pregiati al mondo. Qui, tra le colline delle Langhe e del Monferrato, nascono vini come il Barolo, il “re dei vini”, un rosso intenso e complesso, prodotto con uve Nebbiolo, che richiede anni di invecchiamento per esprimere al meglio il suo potenziale. E poi c’è il Barbaresco, elegante e raffinato, anch’esso prodotto con uve Nebbiolo, ma con caratteristiche diverse dal Barolo.

Ma il Piemonte non è solo terra di grandi rossi. Qui si producono anche ottimi vini bianchi, come l’Arneis, fresco e profumato, e il Moscato d’Asti, dolce e aromatico, perfetto per accompagnare i dessert. E non dimentichiamo la Barbera, un vino rosso versatile e piacevole, ideale per accompagnare i pasti di tutti i giorni.

Il vino italiano non è solo una bevanda, è un’esperienza sensoriale che coinvolge tutti i nostri sensi. Il colore, l’aroma, il sapore, la storia, tutto concorre a creare un’emozione unica. E per apprezzare appieno questa emozione, vi consiglio di visitare le cantine, di parlare con i produttori, di assaggiare i vini del territorio, magari accompagnati da un buon piatto della cucina locale. E se vi trovate in Piemonte, non perdete l’occasione di visitare le Langhe e il Monferrato, un patrimonio dell’UNESCO, dove potrete ammirare paesaggi mozzafiato e degustare vini indimenticabili.

Grazie per aver ascoltato “Italiano da Vivere”. Vi aspetto al prossimo episodio, per continuare insieme il nostro viaggio alla scoperta delle meraviglie dell’Italia. Cin cin!

S01E01 – La festa della donna

Benvenuti ad Italianodavivere, il podcast di Francesco che vi porta alla scoperta della cultura e delle tradizioni italiane. In questo primo episodio, esploreremo insieme il significato e le usanze legate all’8 marzo, la Festa della Donna, così come viene celebrata in Italia.

L’8 marzo è una data importante in Italia, un giorno dedicato alla celebrazione delle conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, ma anche un momento per riflettere sulle disuguaglianze di genere che persistono.

In Italia, la Festa della Donna è strettamente legata al simbolo della mimosa. Questo fiore giallo, che sboccia proprio all’inizio di marzo, è diventato un’icona di questa giornata. La tradizione vuole che gli uomini regalino mimose alle donne, come segno di riconoscimento e ammirazione.

Ma l’8 marzo non è solo mimose. In molte città italiane, si organizzano eventi, manifestazioni e dibattiti per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle donne e sulla lotta contro la violenza di genere. È un’occasione per ricordare le battaglie del passato e per rinnovare l’impegno per un futuro di parità e rispetto.

Tuttavia, è importante sottolineare che la Festa della Donna in Italia non è solo una celebrazione, ma anche un momento di riflessione. Nonostante i progressi compiuti, le donne italiane continuano ad affrontare sfide significative, come la disparità salariale, la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia e la violenza domestica.

Pertanto, l’8 marzo è un’opportunità per tutte e tutti noi per riflettere sul ruolo delle donne nella società e per impegnarci a costruire un mondo più giusto e inclusivo.”

Spero che questo breve viaggio nella Festa della Donna in Italia vi sia piaciuto. Vi invito a seguirmi nei prossimi episodi di Italianodavivere, dove continuerò a esplorare le meraviglie della cultura italiana. Grazie per l’ascolto e alla prossima!”