S03E04 Il Referendum in Italia del 22 marzo 2026

Nelle prossime settimane, l’Italia si tingerà di rosso e di blu. Non è una campagna elettorale come le altre, perché questa volta la matita è nelle mani dei cittadini per decidere su un tema che tocca le fondamenta della nostra convivenza: la Giustizia. Si torna alle urne per un referendum che vuole cambiare il ruolo dei giudici. Ma perché se ne parla proprio oggi? E cosa c’è davvero in gioco tra le righe dei tecnicismi? Oggi non parliamo solo di legge, ma di come lo Stato decide chi ha ragione e chi ha torto. Benvenuti a una nuova riflessione di Italianodavivere.

Buongiorno, sono Francesco Bruno e questo è il podcast di Italianodavivere: idee, storie e riflessioni in lingua italiana, per chi non si accontenta di capire le parole, ma vuole capirne il senso.

Veniamo al sodo. Il punto cruciale di questo referendum è la cosiddetta separazione delle carriere. Per capire bene, dobbiamo guardare come funziona l’Italia oggi: un magistrato può iniziare la sua vita lavorativa come pubblico accusatore (quello che indaga e dà la caccia ai colpevoli) e finire come giudice (quello che decide la sentenza).

Chi sostiene il dice che questo ‘scambio di ruoli’ crea un legame troppo stretto. Se l’accusatore e il giudice appartengono allo stesso “club”, siedono negli stessi uffici e fanno la stessa carriera, il cittadino può sentirsi indifeso. L’obiettivo del Sì è garantire un processo dove il giudice sia un arbitro assolutamente terzo, distante da chi accusa. È una questione di parità: l’accusa e la difesa dovrebbero partire dallo stesso livello davanti a un giudice imparziale.

Dall’altra parte, chi sostiene il NO vede un rischio enorme per la democrazia. Sostengono che separare le carriere significa, nei fatti, isolare il pubblico accusatore. Se l’accusatore non fa più parte della magistratura indipendente, chi lo controllerà? Il timore è che finisca sotto il controllo del Governo, diventando uno strumento politico per colpire gli avversari. Per il fronte del No, l’unità della carriera è lo scudo che protegge i magistrati dalle pressioni dei potenti. “Non toccate i giudici”, dicono, “o perderemo la nostra libertà”.

Ma cosa ne pensano davvero gli italiani? Se uscite per strada, troverete molto disorientamento. La giustizia in Italia è percepita come un labirinto: processi che durano dieci anni, leggi complesse, burocrazia infinita. Il rischio è che questo referendum diventi uno scontro tra tifoserie: chi odia i giudici contro chi li idolatra.

La politica spesso usa questi temi per farsi guerra, dimenticando il cittadino comune che vorrebbe solo una giustizia più rapida ed efficiente. Per questo l’astensionismo è il vero nemico di questa consultazione: se la gente sembra indifferente, è perché sembra che nulla cambi mai davvero, qualunque sia il risultato alle urne.

Vivere l’Italia significa navigare in queste acque agitate. Dietro una crocetta c’è un’idea diversa di libertà. Perché la democrazia è viva solo se la abitiamo con consapevolezza, capendo non solo “cosa” votiamo, ma soprattutto “perché”. Grazie per aver ascoltato Italianodavivere. Io sono Francesco Bruno e vi aspetto alla prossima riflessione. A presto!


🇮🇹 Glossario Didattico (IT – EN – FR)

TermineIngleseFranceseSpiegazione
Venire al sodoTo get to the pointEn venir au faitArrivare alla parte più importante.
Pubblico AccusatoreProsecutorProcureurChi cerca di dimostrare la colpevolezza.
Giudice terzoImpartial judgeJuge impartialUn giudice che non prende le parti di nessuno.
Braccio armatoArmed wing / ToolBras arméQualcuno usato per colpire un nemico.
DisincantoDisenchantmentDésenchantementDelusione o perdita di fiducia.
ConsultazioneReferendum / ElectionConsultationIl momento in cui i cittadini votano.

S01E13 Il referendum del 8 e 9 giugno in Italia

Ciao, benvenuti e benvenute  a ItalianodaVivere

Sono Francesco, e sono davvero felice di trovarvi qui oggi, ovunque voi siate nel mondo! So che state imparando l’italiano e che siete curiosi di capire meglio il mio Paese. Oggi parliamo di un argomento molto importante che riguarda la democrazia e la partecipazione dei cittadini in Italia: i referendum che si terranno l’8 e 9 giugno.

Forse non ne avete sentito parlare molto o forse avete sentito solo persone che invitano a non andare a votare. Ma è davvero questo il senso dei referendum in un Paese democratico? 

In Italia, il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 25 aprile, un giorno storico per l’Italia, ha detto una frase molto significativa: “Non possiamo arrenderci all’assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica, all’astensionismo degli elettori, a una democrazia a bassa intensità.”

Cosa significa questa frase? Significa che non dobbiamo accettare che i cittadini non si interessino alla politica e non vadano a votare. Pensate alla democrazia come a una pianta: se non la innaffiamo e non ce ne prendiamo cura, non cresce bene. Mattarella ci dice che la nostra democrazia è stata costruita con tanta fatica e che dobbiamo difenderla.

Perché è così importante difenderla? Perché, come dice una giornalista famosa, Lilli Gruber, ci sono alcune forze politiche che amano l’idea di avere un “uomo forte al comando”. Un uomo o una donna che decide tutto da solo, senza che nessuno possa controllare il suo potere. Questo, per la democrazia, è pericoloso.

Cosa sono i Referendum e cosa votiamo?

Allora, che cosa sono questi referendum? In Italia, un referendum è un voto speciale in cui tutti i cittadini possono decidere direttamente su una legge o su una proposta eliminandola. Il nostro referendum è un referendum abrogativo.  È come se milioni di persone votassero “sì voglio eliminare la legge in vigore attualmente” o “no non voglio eliminarla”.L’8 e 9 giugno, si voterà su cinque referendum che riguardano argomenti molto, molto importanti per la vita delle persone che vivono e lavorano in Italia. 

  • Sicurezza sul lavoro: c’è un referendum che chiede se le aziende devono essere più responsabili quando succedono incidenti sul lavoro. È un tema che riguarda la protezione e la salute di chi lavora.
  • Contratti di lavoro e licenziamenti: ci sono tre referendum che toccano le regole sui contratti di lavoro e sui licenziamenti. Sono questioni che influenzano la stabilità e i diritti di chi ha un impiego.
  • Diritti di cittadinanza per gli immigrati: un referendum propone di cambiare le regole per gli immigrati che vogliono ottenere la cittadinanza italiana. È un tema importante per l’integrazione e per come le persone vivono insieme nella società.

Lilli Gruber sottolinea che votare, in questi casi, non è solo un diritto ma è anche un dovere civico. Un “dovere civico” significa che è importante farlo per il bene della tua comunità e del tuo Paese.

Ora, parliamo di una situazione che sta facendo molto discutere in Italia. Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che è la seconda carica più importante dello Stato italiano (dopo il Presidente della Repubblica), ha detto pubblicamente: “Farò propaganda perché la gente stia a casa.” Cioè, lui inviterà le persone a non andare a votare! Perché la giornalista Gruber trova questo grave? Perché La Russa, in quanto Presidente del Senato, rappresenta tutte le istituzioni italiane, non solo il suo partito politico. E Gruber critica il fatto che spesso il suo partito mescoli gli interessi dello Stato (che sono di tutti i cittadini) con gli interessi del proprio gruppo politico (che sono solo di pochi). Questo, dice la Gruber, “danneggia la democrazia”.

C’è anche un fatto curioso: solo due giorni prima, lo stesso La Russa aveva detto che stava ancora pensando se andare a votare. Poi, all’improvviso, ha cambiato idea. Questo cambiamento improvviso di opinione è stato, secondo la Gruber, un ordine preciso dal partito di Giorgia Meloni, il (la) Presidente del Consiglio. Sembra quasi che gli interessi del partito siano più importanti degli interessi dello Stato intero.

La Gruber ci invita a pensare a una grande contraddizione. Molte volte, quando il governo riceve delle critiche, risponde dicendo: “Noi abbiamo i voti dei cittadini!”. Questo significa: “Il popolo ci ha votato, quindi possiamo fare quello che vogliamo.” Ma se il voto dei cittadini è così sacro e importante, come mai lo stesso Presidente del Senato invita le persone a non andare a votare ai referendum?

È come se ci fosse una domanda: “Il voto è ‘buono’ e importante solo quando è utile al mio partito?” Questa è una domanda che ci fa riflettere molto sul vero significato della partecipazione democratica.

Spero che questa spiegazione vi abbia aiutato a capire meglio cosa sta succedendo in Italia. È importante che, anche se vivete all’estero, manteniate viva la curiosità e l’interesse per la vita democratica del mio Paese. Questo vi aiuta non solo a capire l’italiano, ma anche la nostra cultura e come funziona la nostra società.

E voi, cosa ne pensate di tutto questo? Credete che sia importante partecipare a questi voti, anche se non vivete in Italia? Scrivetemi i vostri pensieri, sono curioso di leggerli! 

Grazie per avermi ascoltato come sempre troverete la trascrizione del podcast su italianodavivere.com. Ci sentiamo la prossima settimana. Ciao.