S2E5 Il nord Italia a tavola dalla polenta al risotto

Bentornate e bentornati  ad Italianodavivere, il podcast per imparare l’italiano e vivere l’Italia in tutti i suoi aspetti. Sono Francesco, il vostro insegnante e tutor di italiano online, e sono pronto a guidarvi in un nuovo viaggio nella cultura italiana.

Questo è il secondo argomento della nostra stagione due,  dedicato alle tradizioni culinarie regionali, un mosaico di sapori che riflette la storia e la geografia del nostro Bel Paese.

L’episodio di oggi è un invito a sedersi a tavola nel Nord Italia. Il titolo è: ‘Il nord Italia a tavola: dalla polenta al risotto’. Parleremo di quelle ricette che sono l’anima di regioni come la Lombardia, il Veneto, la mia amata Piemonte e la Valle d’Aosta. Dal comfort food delle montagne, alla raffinatezza dei risotti. Preparate le vostre papille gustative, perché oggi scopriamo come l’arte di arrangiarsi con ingredienti semplici abbia dato vita a piatti che fanno il giro del mondo.”

Quando parliamo del Nord, parliamo subito di sostanza e di calore. La cucina qui è nata per affrontare gli inverni rigidi ed è dominata da due grandi ‘R’: il riso e la farina di mais.

Partiamo proprio dalla farina di mais, base della Polenta. Questo non è solo un piatto, è un simbolo della cultura contadina di intere regioni. Originariamente era il cibo povero per eccellenza, ma la sua versatilità l’ha resa immortale. Nelle valli alpine, in Lombardia e in Veneto, troviamo le sue versioni più robuste: la Polenta Taragna o concia, un mix di farina di mais e grano saraceno arricchita da burro e formaggio. Un comfort food insuperabile, specialmente in una baita di montagna. Un appunto per chi, come me, è vegano: la polenta base, cotta con acqua e sale, è perfetta e si sposa divinamente con un sugo di funghi porcini o un ragù di lenticchie, mantenendo intatta l’autenticità rustica del piatto.

Dalla farina si passa al chicco: il risotto. Spostandoci in Piemonte e in Lombardia, nelle zone di pianura ricche di risaie, entriamo nel mondo dei risotti, una cucina che richiede tecnica e pazienza. Il risotto per antonomasia è quello alla milanese, il cui colore giallo intenso non viene dalla curcuma, ma dal pregiatissimo zafferano. Questo piatto racconta una storia di lusso e raffinatezza, contrapposta alla semplicità della polenta. La mantecatura finale con burro e parmigiano è l’ultimo, fondamentale, tocco di cremosità. Anche qui, per chi preferisce una cucina vegetale, è facile sostituire i latticini con un ottimo olio extra vergine d’oliva o una panna vegetale: il sapore dello zafferano rimane il vero protagonista.

Infine, non possiamo dimenticare la pasta fresca ripiena. Pensate agli agnolotti del plin, specialità piemontese: piccoli, chiusi a pizzico, come dice il nome in dialetto, ripieni tradizionalmente di carne arrosto, o ai casoncelli lombardi. Sono l’esempio di come l’arte culinaria non sprechi nulla, trasformando ingredienti semplici o avanzi in piccoli capolavori gastronomici. Questi piatti sono la prova che la cucina del Nord, pur essendo percepita come “pesante”, in realtà è un capolavoro di equilibrio tra ingredienti della terra e tecniche sopraffine.”

Spero che  i sapori del Nord Italia vi abbiano incuriosito e magari vi abbiano dato voglia di provare qualche nuova ricetta.

Nella prossima puntata, ci sposteremo verso il cuore della penisola. L’appuntamento è con ‘La cucina del centro: pasta, cinghiale e tartufi’, dove esploreremo i tesori della cucina toscana, umbra e marchigiana. Non mancate

Vi ricordo che potete trovare la trascrizione completa di questa e di tutte le altre puntate su italianodavivere.com. Potete usare il testo per migliorare l’ascolto e la comprensione.

Grazie e a  presto con i podcast di Italianodavivere.

S01E16 Il gelato un simbolo italiano che si scioglie in bocca

Ciao bentornate e bentornati su Italianodavivere. Sono Francesco oggi l’argomento del nostro podcast è  goloso, rinfrescante e credetemi profondamente culturale. Parleremo di un’icona italiana che tutto il mondo ci invidia: il gelato. Ma non solo del suo sapore squisito, quanto piuttosto del suo valore intrinseco nella cultura e nelle abitudini degli italiani.

Pensate al gelato non come un semplice dessert, ma come un vero e proprio rituale. Per noi italiani, non è solo una pausa rinfrescante in una giornata calda, è molto di più. È il profumo della libertà dopo la scuola, la merenda al parco con i nonni, la passeggiata serale con gli amici. Il gelato è una scusa perfetta per incontrarsi, chiacchierare, rallentare il ritmo frenetico della vita.

Quante volte, dopo una cena abbondante, un italiano dirà: “Che ne dite di un giretto per un gelato?”. Non è una richiesta, è quasi un’affermazione! Il gelato chiude un pasto in famiglia, celebra un’uscita tra colleghi, addolcisce un primo appuntamento. È democratico, alla portata di tutti, eppure offre un’esperienza sensoriale ricca e appagante. La gelateria poi, non è un semplice negozio, ma un punto di ritrovo, un salotto a cielo aperto dove si osservano le persone, si scambiano due chiacchiere e si assaggia la novità del giorno.

La  storia del gelato è  affascinante affonda le sue  radici nel Rinascimento, con la Corte dei Medici a Firenze che ne fu una delle culle. Da allora, la passione per il gelato si è evoluta, trasformandosi in una vera e propria arte artigianale. Parliamo di maestri gelatieri che conoscono i segreti degli ingredienti freschi, della temperatura perfetta, della mantecazione ideale per ottenere quella cremosità unica. Ogni cucchiaiata è il risultato di ricerca, passione e dedizione. E la nostra attenzione per la qualità degli ingredienti è insuperabile: pistacchio di Bronte,  limone della Costiera Amalfitana,  cioccolato al gianduia di Torino ogni gusto racconta un pezzo del nostro territorio.

Il valore culturale del gelato si vede anche nella sua diffusione globale. Quando un turista viene in Italia, una delle prime cose che vuole provare è il vero gelato artigianale. E quando un italiano va all’estero, spesso cerca disperatamente una gelateria che sappia replicare quel sapore di casa. Il gelato è diventato un ambasciatore della nostra cultura, un simbolo della nostra capacità di creare bellezza e piacere con ingredienti semplici e tanta passione. È un pezzo d’Italia che si può gustare ovunque, ma che qui, sul nostro territorio, ha un sapore ancora più autentico.

La prossima volta che gusterete un cono o una coppetta, ricordate che non state solo mangiando un dessert. State partecipando a un rito, state assaporando la storia, la tradizione, l’artigianalità e, soprattutto, state vivendo un pezzo della cultura italiana. 

Grazie per aver ascoltato Italianodavivere, vi ricordo che trovere la trascrizione di questo podcast e tanto altro  su italianodavivere.com dove potrete scrivere nei commenti il vostro gusto preferito.