Domande frequenti (FAQ)

Benvenuti nella sezione FAQ di Italianodavivere. Qui ho raccolto le risposte alle domande che ricevo più spesso dai miei studenti per aiutarti a capire meglio come lavoreremo insieme.

Lavoro esclusivamente online, il che ci permette la massima flessibilità. Ogni sessione dura solitamente 50 minuti: un tempo ideale per mantenere alta la concentrazione e garantire un apprendimento efficace.

Sia lezioni individuali per garantire la massima personalizzazione sia sessioni in piccoli gruppi, ideali per chi desidera confrontarsi con altri studenti in un ambiente stimolante e dinamico.

Oltre a questo blog, sono attivo su youtube, dove pubblico video dedicati alla lingua e alla vita in Italia. Puoi trovarmi anche su linkedin per aggiornamenti professionali.

Certamente. Sebbene tu possa contattarmi direttamente tramite il modulo su questo sito per un percorso personalizzato, sono presente anche su alcune piattaforme internazionali. Se preferisci gestire prenotazioni e pagamenti tramite i loro sistemi, puoi trovarmi qui:

Ti servono solo una connessione internet stabile, un computer o un tablet e voglia di metterti in gioco. Tutto il materiale didattico (testi, esercizi, contenuti multimediali) verrà fornito da me durante la lezione.

Sebbene le lezioni siano virtuali, io vivo e lavoro a Ferrere d’Asti, in piemonte. Questa immersione quotidiana nella cultura italiana è ciò che cerco di trasmettere in ogni mia sessione, sia essa individuale o di gruppo.

Iniziamo il tuo viaggio

Sei pronto a vivere l’italiano? Scrivimi per una lezione di prova o per ricevere maggiori informazioni sul mio metodo.

    Lavoro già su queste piattaforme? Puoi trovarmi anche qui

    Impara l’italiano con me

    Metodo su misura: Le lezioni sono individuali, progettate specificamente per i tuoi obiettivi, che siano professionali, accademici o di puro piacere personale.

    Durata e frequenza: Sessioni standard di 50 minuti. Questa durata permette di mantenere alta la concentrazione e garantire un progresso costante senza sovraccaricare lo studente.

    Aula virtuale: Utilizzo le più moderne piattaforme di insegnamento a distanza per garantire una connessione audio/video di alta qualità e la condivisione di materiali interattivi in tempo reale.

    Cosa imparerai: Oltre alle basi linguistiche, esploreremo la cultura, le espressioni idiomatiche e la vita quotidiana in Italia.

    S04E10 Stop making THIS mistake with ESSERE and AVERE! 🇮🇹 Grammar Guide

    Buongiorno! Oggi chiariamo un dubbio che tormenta molti studenti: quando usare “essere” nel passato prossimo? La regola base dice: usalo con i verbi di movimento e di stato.Benvenuti e benvenute su Italianodavivere.

    Diciamo “sono andato al mercato”, “sono tornato da Ferrere”, “sono rimasto a casa”. Vedete? C’è un movimento o una permanenza. Non usiamo mai “avere” in questi casi.

    Attenzione però! Verbi come “correre” o “camminare” a volte usano “avere”. Se dico “ho corso per un’ora”, uso avere perché mi concentro sull’azione, non sulla destinazione.

    La grammatica italiana è piena di sfumature. Scrivete una frase nei commenti usando “essere” e la correggerò per voi. Trovate le spiegazioni sul passato prossimo e gli  esercizi sul mio blog, vi metto il link qui sotto. Buon fine settimana a tutti

    Chi sono e perché “Italianodavivere”

    Mi chiamo Francesco Bruno e sono un insegnante e tutor di italiano per stranieri.

    La mia passione è accompagnare gli studenti alla scoperta non solo della grammatica, ma della vera essenza della cultura italiana.

    Lavoro esclusivamente online, offrendo un ambiente di apprendimento flessibile e personalizzato.

    Credo che imparare una lingua sia un atto di condivisione: per questo il mio approccio non è mai a senso unico, ma un dialogo costante che si adatta alle necessità di chi ho di fronte.

    Abito in un piccolo borgo nel cuore del Piemonte, a Ferrere d’Asti, un luogo che ispira quotidianamente il mio amore per le radici e le tradizioni che cerco di trasmettere nelle mie lezioni.

    S04E9 Speak Italian WITHOUT opening your mouth! 🤌 3 essential gestures

    Benvenuti e benvenute in Italia non parliamo solo con le parole, ma con le mani. Oggi vediamo 3 gesti fondamentali per non sembrare turisti e capire davvero cosa dicono gli italiani per strada. 

    La “pigna”: dita unite che si muovono. Significa “cosa vuoi?” 

    La mano sotto il mento che scorre verso l’esterno: significa “non mi importa”. 

    Il dito sulla guancia che ruota: significa “buono!” o “squisito!’. 

    Attenzione: i gesti cambiano il significato in base all’espressione del viso. Usate la pigna con un sorriso e sarà scherzoso “cosa vuoi”, usatela arrabbiati e sarà una sfida, “cosa vuoi”.

    Qual è il vostro gesto preferito? Scrivetemelo nei commenti oppure inviate una mail che trovate qui sotto. Grazie e alla prossima.

    S04E08 L’arte italiana di “fare il ponte”

    Buongiorno e benvenuti. Se oggi provate a chiamare un ufficio in Italia e non risponde nessuno, non stupitevi. È il 2 maggio e gli italiani stanno facendo “il ponte”. Ma cosa significa esattamente? Benvenuti su Italianodavivere.

    Fare il ponte significa unire un giorno festivo al fine settimana. Se il primo maggio è venerdì, il sabato diventa il ‘ponte’ per arrivare a lunedì. È un rito di massa: le città si svuotano, i borghi si riempiono e l’Italia si ferma per godersi la primavera.

    L’espressione è bellissima perché evoca l’idea di una costruzione che unisce due sponde. Per gli italiani, il tempo libero è sacro quanto il lavoro. È quella “dolce vita” che non è pigrizia, ma saper celebrare il momento giusto.

    E voi? Avete un’espressione simile nella vostra lingua? Scrivetelo nei commenti. Se volete vivere l’italiano autentico con me, contattatemi via mail. Io sono Francesco Bruno, buon weekend!

    S04E07 ll venerdì della grammatica: i segreti della particella “SI”

    Buongiorno benvenute e benvenuti al nostro secondo appuntamento con il “venerdì della grammatica”. Oggi affrontiamo una parola piccolissima ma capace di creare grandi confusioni: la particella si. Spesso i miei studenti mi chiedono: Francesco, si dice “si mangia” o “si mangiano”? Oggi scopriamo che la risposta dipende da cosa viene dopo. Benvenuti su Italianodavivere.

    Iniziamo dal si impersonale. Lo usiamo quando non vogliamo specificare chi compie l’azione. In questo caso, il verbo è sempre alla terza persona singolare. Ad esempio: “in Italia si mangia bene” o “in questo ufficio si lavora molto”. Non importa se parliamo di una o mille persone: l’azione è generale, quindi il verbo resta singolare.

    Le cose cambiano con il si passivante. Qui il “si” serve a trasformare una frase da attiva a passiva. In questo caso, il verbo deve concordare con l’oggetto che segue. Se l’oggetto è plurale, il verbo diventa plurale. Ad esempio: “in questa libreria si vendono libri antichi”. Vedete? “libri” è plurale, quindi usiamo “vendono”. È questo il segreto per parlare come un vero madrelingua.”

    E voi? Quale uso del “si” trovate più difficile? Provate a scrivere una frase nei commenti usando il “si” passivante, e io la correggerò. Se volete approfondire queste regole e fare pratica con me, scrivetemi alla mail che trovate qui sotto. Io sono Francesco Bruno e vi aspetto alla prossima lezione. Buona grammatica!

    S04E06 Il ritorno a casa dei discendenti italiani

    Buongiorno benvenute e benvenuti. Avete mai provato nostalgia per un posto dove non siete mai stati? Oggi in Italia parliamo di un fenomeno emozionante: il turismo delle radici. Migliaia di persone stanno attraversando l’oceano non per vedere il Colosseo, ma per cercare una piccola casa in un borgo sperduto. Benvenuti su Italianodavivere.

    L’Italia è stata una terra di grandi migrazioni. Oggi, nel duemila-ventisei, i figli e i nipoti di quegli emigranti tornano nei nostri paesi, magari proprio qui in Piemonte o nelle colline astigiane. Cercano un cognome su una lapide, il sapore di un piatto antico o semplicemente il suono di una lingua che hanno sentito parlare solo dai nonni. È un viaggio che va oltre il turismo: è una ricerca di identità.

    Vivere in un piccolo paese significa essere custodi di questa memoria. Quando qualcuno torna dopo cinquant’anni, il borgo si ferma. Si aprono le cantine, si tirano fuori le vecchie foto. Per chi studia l’italiano, questo è il livello più alto: capire che la lingua non è solo grammatica, ma è il filo invisibile che ci lega a chi è venuto prima di noi. È un’eredità che non si può perdere.

    E voi? Avete radici italiane o c’è un posto nel mondo che chiamate “casa” anche se siete lontani? Raccontatemelo nei commenti e se volete scoprire la lingua italiana attraverso queste storie di famiglia e di territorio, scrivetemi alla mail qui sotto. Io sono Francesco Bruno e vi aspetto alla prossima riflessione. A presto!

    S04E05 Sicurezza, lavoro e la memoria dell’Eternit

    Buongiorno benvenute e benvenuti. Oggi è il 28 aprile, la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Ho pensato molto a questa ricorrenza perché, vivendo qui in Piemonte nella provincia di Asti, il tema della sicurezza non è solo un concetto astratto, ma una storia che sentiamo sulla nostra pelle. Oggi parliamo di un luogo simbolo che si trova a pochi chilometri da casa mia: la Eternit di Casale Monferrato. Benvenuti su Italianodavivere.

    Per decenni, Casale Monferrato ha ospitato la più grande fabbrica di cemento-amianto d’Europa. Si chiamava Eternit, un nome che prometteva qualcosa di indistruttibile. Ma quel progresso aveva un prezzo nascosto. Il “polverino”, lo scarto della produzione dell’amianto, era ovunque: nelle strade, nei giardini, nelle case. Quella polvere, respirata per anni senza protezioni, ha segnato il destino di migliaia di lavoratori e di cittadini.

    Oggi, in questa giornata mondiale, ricordiamo che il lavoro deve essere vita, non pericolo. La battaglia legale dei cittadini di Casale contro i vertici della multinazionale è stata una delle più importanti della storia civile italiana. Oggi, dove c’era la fabbrica, sorge il Parco Eternot: un simbolo di bonifica e speranza. Questa storia ci insegna l’importanza della consapevolezza e della prevenzione, valori fondamentali in ogni società moderna.

    Capire l’italiano significa anche conoscere queste battaglie che hanno formato la nostra coscienza civile. Nel vostro Paese c’è un luogo simbolo della lotta per la sicurezza? Raccontatemelo nei commenti. Se volete approfondire questi temi sociali attraverso lo studio della lingua, scrivetemi alla mail in descrizione. Io sono Francesco Bruno e vi aspetto alla prossima riflessione. A presto.