S01E06 La pasta: storia e varietà regionali

Ciao a tutti e benvenuti a un nuovo episodio di Italianodavivere! Sono Francesco e sono felicissimo di essere qui con voi. L’idea per l’episodio di oggi è nata da un suggerimento della mia studentessa di italiano Monika, che ringrazio tantissimo. Parleremo di un elemento fondamentale della cultura italiana: la pasta!

La pasta è un vero e proprio simbolo del nostro paese. Ma quanto ne sappiamo veramente della sua storia e delle incredibili varietà che si possono trovare da nord a sud? Preparatevi perché oggi faremo un viaggio gustoso e affascinante nel mondo della pasta italiana.

Iniziamo dalle origini. Quando è nata esattamente la pasta come la conosciamo oggi? Beh, la storia è un po’ complessa e affonda le radici in tempi antichi. Già gli Etruschi e i Romani consumavano una sorta di pasta fatta con farina e acqua, ma era più simile a delle focacce o delle gallette.

La vera svolta, quella che ha portato alla pasta secca che noi tutti conosciamo, sembra essere avvenuta in Sicilia durante il periodo della dominazione araba, intorno al XII secolo. Qui, grazie al clima secco, si scoprì la possibilità di essiccare la pasta, conservandola a lungo e rendendola un alimento ideale per i lunghi viaggi via mare.

Da allora, la pasta si è diffusa in tutta la penisola, diventando un elemento centrale della dieta italiana. Ogni regione, nel corso dei secoli, ha sviluppato le proprie forme, i propri ingredienti e i propri condimenti, creando un patrimonio gastronomico incredibilmente ricco e variegato.

Ed eccoci arrivati al cuore del nostro episodio: le innumerevoli tipologie di pasta e le loro specialità regionali. Preparatevi perché questo è un vero e proprio viaggio attraverso l’Italia!

Partiamo dal Nord Italia. Qui troviamo spesso paste ripiene, come i famosi tortellini emiliani, tradizionalmente serviti in brodo di carne. Sempre in Emilia-Romagna troviamo le lasagne, con strati di pasta all’uovo, ragù, besciamella e parmigiano. In Liguria non possiamo dimenticare le trofie e i pansotti, spesso conditi con il delizioso pesto genovese. E in Piemonte assaggiamo i tajarin, sottili tagliatelle all’uovo perfette con il ragù di carne e con il tartufo.

Scendendo verso il Centro Italia, troviamo la pasta all’uovo come protagonista. Nelle Marche e in Abruzzo sono tipici i maccheroni alla chitarra, dalla sezione quadrata e porosa, ideali per sughi robusti. Nel Lazio, ovviamente, non possiamo non citare gli spaghetti alla carbonara, con uova, pecorino romano, guanciale e pepe nero, e gli spaghetti all’amatriciana, con pomodoro, guanciale e pecorino. E che dire delle cacio e pepe, un piatto romano semplicissimo ma di una bontà incredibile con pecorino romano, pepe nero e acqua di cottura della pasta.

Infine, arriviamo al Sud Italia e alle isole, dove la fa da padrone la pasta di grano duro. In Campania troviamo gli iconici spaghetti, perfetti con il sugo di pomodoro fresco e basilico, o i paccheri, ideali per raccogliere sughi di pesce o di carne. La Puglia è famosa per le orecchiette, dalla forma concava perfetta per accogliere il sugo di cime di rapa. In Sicilia non possiamo dimenticare la pasta alla norma, con melanzane fritte, pomodoro, ricotta salata e basilico e la pasta con le sarde, un piatto unico con sarde fresche, finocchietto selvatico, pinoli e uvetta. E in Sardegna assaggiamo i malloreddus, gnocchetti sardi spesso conditi con un sugo di salsiccia.

Come avete sentito, la varietà di pasta in Italia è davvero sorprendente! Ogni regione ha saputo interpretare questo semplice ingrediente in modo unico e speciale, creando piatti che raccontano la storia, la cultura e i sapori del proprio territorio.

Spero che questo viaggio nel mondo della pasta vi sia piaciuto e vi abbia fatto venire l’acquolina in bocca. 

Ringrazio ancora Monika per questa fantastica idea. Se anche voi avete delle idee per i prossimi episodi, non esitate a condividerle con me.

Per oggi è tutto, la prossima settimana ci sarà la prima intervista della stagione, intervisterò l’autore dell’episodio 5 (cinque) sulla guida in Italia. Io sono Francesco e vi aspetto al prossimo episodio di Italianodavivere!

S01E05 Sopravvivere al traffico italiano: una guida alla guida in Italia

Ciao a tutti gli ascoltatori di Italianodavivere! Sono Francesco e oggi ho una sorpresa speciale per voi: un testo esilarante sulla guida in Italia, scritto da uno dei miei  studenti di italiano. Preparatevi a sorridere e a riconoscere alcune delle situazioni più tipiche e divertenti che si incontrano sulle strade italiane.

Questo pezzo ironico è un vero e proprio spaccato della vita quotidiana, visto attraverso gli occhi di chi sta imparando la mia lingua e la mia cultura. Tra clacson, parcheggi creativi e regole della strada… diciamo, “flessibili”, viaggeremo insieme in un’avventura che vi farà ridere e, magari, anche riflettere.

Quindi, mettetevi comodi, allacciate le cinture  e godetevi questo viaggio umoristico nel cuore dell’Italia. Non dimenticate di condividere le vostre esperienze di guida nei commenti: sono sicuro che ne avrete di divertenti da raccontare!

Quando si visita l’italia, è fondamentale adattarsi alla cultura locale. Ad esempio, è importante saper salutare correttamente: “ciao” tra amici, “buongiorno” o “salve” con gli sconosciuti. È ugualmente importante conoscere le abitudini alimentari per evitare passi falsi: niente cappuccino dopo pranzo se non volete offendere l’intero paese.

Un altro aspetto interessante è quello della guida italiana. Il codice della strada del vostro paese non sarà sufficiente: guidare una macchina ha regole diverse in Italia. Questa guida vi aiuterà a familiarizzare con le differenze più essenziali.

Le cose che non si devono mai fare:

  • Segnalare quando si cambia corsia – Gli indicatori di direzione sono puramente decorativi. Se li usate, rischiate di confondere gli altri automobilisti.
  • Segnalare quando si lascia una rotonda – Le rotonde sono un’arte interpretativa: chi entra deve indovinare le intenzioni di chi è già dentro. È parte del fascino!
  • Lasciare che un’altra macchina vi sorpassi – Mai e poi mai! Il sorpasso è un affronto personale che va evitato a tutti i costi accelerando all’ultimo secondo.

Le cose che si devono sempre fare:

  • Suonare il clacson – Il clacson è l’anima dell’automobilista italiano. Usatelo con passione! Se il semaforo è verde da più di mezzo secondo e l’auto davanti non si muove, fatevi sentire forte!
  • Mettere le quattro frecce – Le quattro frecce sono il lasciapassare universale per ogni parcheggio creativo: una fermata in doppia fila, sul marciapiede oppure davanti al negozio, è sempre la soluzione perfetta. 
  • Accelerare quando il semaforo è giallo – In Italia, il giallo è un test di riflessi. Se rallentate, siete automaticamente fuori dal gioco. Ricordate l’espressione ‘giallo sporco’: forse è un po’ rosso ma è il giallo più bello per gli italiani.

Con queste semplici regole, sarete pronti a immergervi nell’esperienza unica della guida italiana. Buona fortuna e, soprattutto, buon clacson!

E con questo spassoso racconto sulla guida in Italia, si conclude l’episodio di oggi. Spero che vi siate divertiti tanto quanto me! Un ringraziamento speciale all’autore del podcast per averci regalato queste risate. Sono rimasto così colpito dal suo umorismo e dalla sua capacità di cogliere l’essenza della vita italiana, che non vedo l’ora di presentarlo ufficialmente in un prossimo podcast.

Grazie a tutti per aver ascoltato il podcast di  Italianodavivere  a presto per altre avventure linguistiche e culturali.

S01E04 Un italiano a Dublino

S01E04 Un italiano a Dublino

Ciao a tutti gli ascoltatori di Italianodavivere! Sono Francesco e oggi vi porto con me in un viaggio indimenticabile: Dublino. Una città che mi ha rubato il cuore con la sua atmosfera magica, i suoi colori vivaci e la sua gente accogliente.

Appena arrivato, mi sono subito immerso nel cuore pulsante della città. Ho passeggiato per le vie del centro, ammirando gli edifici storici, i pub tradizionali e l’atmosfera vivace che si respira ovunque. Ho visitato la Cattedrale di San Patrizio, un capolavoro gotico, e il Trinity College,

Ovviamente, non potevo perdermi l’esperienza dei pub irlandesi! Ho assaggiato la famosa Guinness, una birra scura e cremosa che qui è una vera istituzione. L’atmosfera era calda e accogliente, con musica dal vivo e gente che chiacchierava e rideva. Ho imparato anche a dire “salute” di gaelico, la lingua locale, e ho scoperto che gli irlandesi sono persone molto amichevoli e disponibili.

Ma Dublino non è solo città. Ho voluto esplorare anche la sua natura rigogliosa. Ho visitato il Phoenix Park, uno dei parchi urbani più grandi d’Europa, dove ho avuto la fortuna di vedere da vicino dei cervi che pascolavano liberi. Poi, ho fatto una gita sulla costa, ammirando il mare la sua aria salmastra.

Infine, ho avuto l’opportunità di visitare l’University College Dublin (UCD), una delle università più prestigiose d’Irlanda. Sono rimasto colpito dalla modernità del campus e dall’atmosfera internazionale che si respira. Ho immaginato come sarebbe stato studiare lì, circondato da studenti provenienti da tutto il mondo.

Dublino è una città che ti entra nel cuore e ti lascia un ricordo indelebile. Un mix perfetto di storia, cultura, natura e divertimento. Spero che il mio racconto vi abbia fatto venire voglia di visitarla. E se ci andrete, sono sicuro che vi innamorerete di questa città magica, proprio come è successo a me.

Grazie per avermi ascoltato. Alla prossima avventura con Italianodavivere!

S01E03 Le città d’arte italiane: Roma, Firenze, Venezia e Napoli

Ciao  benvenuti a Italianodavivere, il podcast che vi porta alla scoperta della bellezza e della cultura italiana. Io sono Francesco, e oggi vi accompagnerò in un viaggio attraverso alcune delle città d’arte più affascinanti del nostro paese. 

L’Italia è un vero e proprio museo a cielo aperto, con città che racchiudono secoli di storia, arte e tradizioni. Iniziamo il nostro tour virtuale da Roma, la Città Eterna, dove il passato imperiale si fonde con la grandezza del Rinascimento e del Barocco. Passeggiando per le sue strade, ci imbattiamo in monumenti iconici come il Colosseo, il Pantheon e la Fontana di Trevi, simboli di una civiltà che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’umanità.

Proseguiamo verso Firenze, culla del Rinascimento, dove l’arte e la bellezza si respirano in ogni angolo. Qui, possiamo ammirare capolavori come il Duomo, il David di Michelangelo e la Galleria degli Uffizi, testimonianze del genio di artisti che hanno rivoluzionato il mondo dell’arte.

La nostra prossima tappa è Venezia, la città sull’acqua, con i suoi canali, i suoi ponti e i suoi palazzi che sembrano usciti da una favola. Un giro in gondola sul Canal Grande ci permette di ammirare la magnificenza di questa città unica al mondo, dove l’arte e la cultura si fondono in un’atmosfera magica.

Infine, arriviamo a Napoli, una città vibrante e ricca di contrasti, dove la storia, la cultura e la tradizione si mescolano in un’esplosione di colori e sapori. Qui, possiamo visitare il Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti al mondo, e gustare la vera pizza napoletana, un’esperienza indimenticabile per il palato.

Ma l’Italia non è solo Roma, Firenze, Venezia e Napoli. Ogni città, ogni borgo, ogni regione ha la sua storia, le sue tradizioni, i suoi tesori nascosti. Vi invito a scoprirli, a lasciarvi sorprendere dalla bellezza e dalla diversità del nostro paese.

Oltre ai monumenti e alle opere d’arte, le città italiane custodiscono tradizioni secolari e saperi antichi. La cucina, l’artigianato, le feste popolari, i dialetti, sono solo alcuni esempi della ricchezza culturale italiana, un patrimonio che dobbiamo preservare e valorizzare.

Spero che questo breve viaggio nelle città d’arte italiane vi abbia fatto venire voglia di visitare il mio paese. L’Italia è un tesoro da scoprire, un’esperienza da vivere. Grazie per aver seguito il  podcast di  Italianodavivere e  alla prossima puntata.

La Primavera è arrivata in Italia (con un po’ di anticipo)

Finalmente, dopo il freddo inverno, la primavera è arrivata in Italia! È una stagione meravigliosa, piena di colori e profumi. Le giornate diventano più lunghe e il sole splende più forte.

In primavera, la natura si risveglia. Gli alberi fioriscono e i prati si riempiono di fiori colorati. Possiamo vedere tulipani, narcisi e margherite che sbocciano nei giardini e nei parchi. Gli uccelli tornano a cantare e le api iniziano a volare di fiore in fiore.

Il clima diventa più mite e piacevole. Non fa più così freddo e possiamo lasciare a casa i cappotti pesanti. Molte persone amano fare passeggiate all’aperto, andare in bicicletta o fare un picnic nei parchi.

In Italia, ci sono molte feste che celebrano la primavera. Una delle più famose è la Pasqua, che cade sempre in primavera (quest’anno il 20 aprile 2025). In molte città e paesi, ci sono processioni e celebrazioni tradizionali.

Cosa Fare in Primavera

  • Visitare i Giardini: Molti giardini botanici in Italia sono particolarmente belli in primavera. Possiamo ammirare la varietà di fiori e piante.
  • Fare una Gita Fuori Porta: La primavera è il momento perfetto per esplorare le campagne italiane. Possiamo visitare piccoli borghi, fare escursioni o semplicemente rilassarci nella natura.
  • Partecipare a Sagre e Feste: In primavera, ci sono molte sagre e feste di paese dove possiamo assaggiare cibi tipici e partecipare a eventi tradizionali.

La primavera è una stagione molto amata dagli italiani. Porta con sé un senso di rinnovamento e gioia. Dopo i mesi invernali, tutti sono felici di vedere il sole, i fiori e di trascorrere più tempo all’aperto.

Ora un po’ di vocabolario utile in merito alla primavera:

  • Primavera: spring
  • Inverno: winter
  • Sole: sun
  • Fiori: flowers
  • Alberi: trees
  • Giardini: gardens
  • Parchi: parks
  • Clima: climate
  • Mite: mild
  • Passeggiate: walks
  • Bicicletta: bicycle
  • Picnic: picnic
  • Pasqua: Easter
  • Natura: nature
  • Sagre: local festivals

S01E02 Il vino

Ciao a tutte e a tutti sono Francesco,  benvenuti a “Italiano da Vivere”, il podcast che vi porta alla scoperta delle meraviglie dell’Italia. Oggi, vi conduco in un viaggio sensoriale tra i vigneti e le cantine del Bel Paese, per esplorare l’affascinante mondo del vino italiano. E, dato che vivo in Piemonte, voglio dedicare una parte speciale di questo episodio ai vini della mia regione.

L’Italia è una terra di antiche tradizioni vinicole, con una varietà di vitigni autoctoni e un patrimonio enologico invidiabile. Ogni regione, ogni collina, ogni borgo, custodisce segreti e storie legate alla produzione del vino. Dal Piemonte con il suo Barolo, alla Toscana con il Chianti, dalla Sicilia con il Nero d’Avola, al Veneto con il Prosecco, l’Italia offre un’esperienza enologica unica e indimenticabile.

Ma cosa rende il vino italiano così speciale? Innanzitutto, la diversità dei territori e dei climi, che permettono la coltivazione di una vasta gamma di vitigni. Poi, la passione e la dedizione dei viticoltori, che tramandano di generazione in generazione le tecniche di produzione. E infine, la cultura del vino, che in Italia è parte integrante della vita quotidiana, un simbolo di convivialità e di piacere.

E ora, immergiamoci nel cuore del Piemonte, una regione che vanta una tradizione vinicola millenaria e alcuni dei vini più pregiati al mondo. Qui, tra le colline delle Langhe e del Monferrato, nascono vini come il Barolo, il “re dei vini”, un rosso intenso e complesso, prodotto con uve Nebbiolo, che richiede anni di invecchiamento per esprimere al meglio il suo potenziale. E poi c’è il Barbaresco, elegante e raffinato, anch’esso prodotto con uve Nebbiolo, ma con caratteristiche diverse dal Barolo.

Ma il Piemonte non è solo terra di grandi rossi. Qui si producono anche ottimi vini bianchi, come l’Arneis, fresco e profumato, e il Moscato d’Asti, dolce e aromatico, perfetto per accompagnare i dessert. E non dimentichiamo la Barbera, un vino rosso versatile e piacevole, ideale per accompagnare i pasti di tutti i giorni.

Il vino italiano non è solo una bevanda, è un’esperienza sensoriale che coinvolge tutti i nostri sensi. Il colore, l’aroma, il sapore, la storia, tutto concorre a creare un’emozione unica. E per apprezzare appieno questa emozione, vi consiglio di visitare le cantine, di parlare con i produttori, di assaggiare i vini del territorio, magari accompagnati da un buon piatto della cucina locale. E se vi trovate in Piemonte, non perdete l’occasione di visitare le Langhe e il Monferrato, un patrimonio dell’UNESCO, dove potrete ammirare paesaggi mozzafiato e degustare vini indimenticabili.

Grazie per aver ascoltato “Italiano da Vivere”. Vi aspetto al prossimo episodio, per continuare insieme il nostro viaggio alla scoperta delle meraviglie dell’Italia. Cin cin!

S01E01 – La festa della donna

Benvenuti ad Italianodavivere, il podcast di Francesco che vi porta alla scoperta della cultura e delle tradizioni italiane. In questo primo episodio, esploreremo insieme il significato e le usanze legate all’8 marzo, la Festa della Donna, così come viene celebrata in Italia.

L’8 marzo è una data importante in Italia, un giorno dedicato alla celebrazione delle conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, ma anche un momento per riflettere sulle disuguaglianze di genere che persistono.

In Italia, la Festa della Donna è strettamente legata al simbolo della mimosa. Questo fiore giallo, che sboccia proprio all’inizio di marzo, è diventato un’icona di questa giornata. La tradizione vuole che gli uomini regalino mimose alle donne, come segno di riconoscimento e ammirazione.

Ma l’8 marzo non è solo mimose. In molte città italiane, si organizzano eventi, manifestazioni e dibattiti per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle donne e sulla lotta contro la violenza di genere. È un’occasione per ricordare le battaglie del passato e per rinnovare l’impegno per un futuro di parità e rispetto.

Tuttavia, è importante sottolineare che la Festa della Donna in Italia non è solo una celebrazione, ma anche un momento di riflessione. Nonostante i progressi compiuti, le donne italiane continuano ad affrontare sfide significative, come la disparità salariale, la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia e la violenza domestica.

Pertanto, l’8 marzo è un’opportunità per tutte e tutti noi per riflettere sul ruolo delle donne nella società e per impegnarci a costruire un mondo più giusto e inclusivo.”

Spero che questo breve viaggio nella Festa della Donna in Italia vi sia piaciuto. Vi invito a seguirmi nei prossimi episodi di Italianodavivere, dove continuerò a esplorare le meraviglie della cultura italiana. Grazie per l’ascolto e alla prossima!”

Condizionale

Il condizionale è un modo verbale che si usa per esprimere:

  • Desideri o intenzioni: “Mi piacerebbe andare al cinema.”
  • Dubbi o incertezze: “Non saprei cosa fare.”
  • Richieste gentili: “Vorrei un caffè, per favore.”
  • Ipotesi o situazioni che dipendono da una condizione: “Se avessi tempo, verrei con te.”

Forme del Condizionale

Il condizionale ha due tempi:

  • Condizionale Presente (o Semplice): Si usa per esprimere azioni che potrebbero accadere nel presente o nel futuro, a condizione che qualcosa d’altro si verifichi.
    • Esempio: “Andrei al mare se non piovesse.”
  • Condizionale Passato (o Composto): Si usa per esprimere azioni che avrebbero potuto accadere nel passato, ma non sono successe.
    • Esempio: “Sarei andato al mare se non avesse piovuto.”

Come si forma

  • Condizionale Presente:
    • Si forma aggiungendo le seguenti desinenze al tema del verbo (che si ottiene togliendo le desinenze -are, -ere, -ire dall’infinito):
      • -arei
      • -aresti
      • -arebbe
      • -aremmo
      • -areste
      • -arebbero
    • esempio: parlerei, parleresti, parlerebbe…
  • Condizionale Passato:
    • Si forma con il condizionale presente degli ausiliari “avere” o “essere” + il participio passato del verbo.
    • esempio: avrei parlato, saresti andato.

Usi principali

  • Esprimere un desiderio:
    • “Vorrei tanto viaggiare in Italia.”
  • Fare una richiesta cortese:
    • “Potresti passarmi il sale, per favore?”
  • Esprimere un’ipotesi:
    • “Se avessi più tempo, imparerei un’altra lingua.”
  • Esprimere un dubbio o un’incertezza:
    • “Non saprei cosa scegliere.”
  • Nel periodo ipotetico:
    • Il condizionale è spesso usato nelle frasi ipotetiche, specialmente nel periodo ipotetico del secondo e terzo tipo.
      • Esempio: “Se studiassi di più, supererei l’esame.” (secondo tipo)
      • Esempio: “Se avessi studiato di più, avrei superato l’esame.” (terzo tipo)

Esercizi

https://wordwall.net/it-it/community/condizionale/esercizi

L’imperativo: per dare ordini e consigli

L’imperativo è un modo verbale che usiamo per:

  • dare ordini
  • dare consigli
  • fare richieste
  • dire cosa non fare (divieti)

Caratteristiche principali

  • Persone: Usiamo l’imperativo solo con “tu”, “noi” e “voi”.
  • Tempo: L’imperativo è sempre al presente.
  • Forma: Di solito, l’imperativo è come il presente indicativo, ma senza “tu”, “noi” o “voi”.

Esempi

  • Ordine: “Chiudi la porta!”
  • Consiglio: “Bevi acqua!”
  • Richiesta: “Passa il sale, per favore.”
  • Divieto: “Non toccare!”

Verbi speciali

Alcuni verbi sono irregolari:

  • Andare: “Va’!”, “Andate!”
  • Essere: “Sii!”, “Siate!”
  • Avere: “Abbi!”, “Abbiate!”

Pronomi

Se vuoi aggiungere “mi”, “ti”, “lo”, ecc., li attacchi al verbo:

  • “Dammi un bacio.”
  • “Guardatelo!”

Quando usarlo

Usiamo l’imperativo tutti i giorni:

  • A casa: “Pulisci la cucina!”
  • A scuola: “Apri il libro!”
  • Al lavoro: “Invia l’email!”
  • In pubblico: “Non fumare!”

Esercizi:

https://wordwall.net/it-it/community/italiano/imperativo

Le particelle “ci” e “ne”

In italiano, usiamo spesso due piccole parole: “ci” e “ne”. Queste parole sostituiscono altre parole o frasi, per rendere le frasi più brevi e naturali.

Dove si mettono “ci” e “ne”?

  • Di solito, si mettono prima del verbo:
    • Esempi: “ci vediamo”, “ne parlo”.
  • Con i verbi “volere”, “potere”, “dovere” (e simili), si possono attaccare alla fine del verbo all’infinito:
    • Esempi: “voglio andarci”, “devi crederci”.
  • Con i comandi (imperativo), si mettono alla fine del verbo:
    • Esempi: “credeteci”, “prendine”.

“Ci”: tanti significati

La parola “ci” può significare molte cose:

  • Noi: “Ci accompagnate?” (accompagnate noi?)
  • A noi: “Marco ci ha dato un regalo” (ha dato un regalo a noi).
  • Noi stessi: “Ci laviamo” (noi laviamo noi stessi).
  • In un luogo: “Ci sono stato” (sono stato in quel luogo).
  • A una cosa: “Ci tengo” (tengo a quella cosa).
  • Su una cosa: “Ci conto” (conto su quella cosa).
  • Con una persona: “Ci gioco” (gioco con quella persona).
  • Verbi speciali: “volerci” (essere necessario), “metterci” (impiegare tempo), “vederci” (vedere), “sentirci” (sentire). In questi casi, “ci” rinforza il significato.

“Ne”: significati principali

La parola “ne” si usa soprattutto per:

  • Una quantità: “Ne voglio due” (voglio due di quelle cose).
  • Da un luogo: “Me ne vado” (vado via da quel luogo).
  • Di una cosa: “Non ne so niente” (non so niente di quella cosa).